UI. Varata la manovra finanziaria

Riunita a Castel Bembo, sede del sodalizio di Valle, l’Assemblea dell’Unione Italiana. I consiglieri hanno approvato il secondo assestamento del Programma di lavoro e Piano finanziario per il 2019. Ribadita l’importanza della soggettività e dell’autonomia dell’UI

VALLE | Disco verde alla nuova manovra finanziaria, che “pesa” complessivamente oltre 6,6 milioni di euro, ma che ha provocato un’impennata di orgoglio e un moto di protesta che prenderà corpo probabilmente a settembre, con una mobilitazione di tutta la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Intanto, a Palazzo Bembo, nel corso della sua sesta sessione ordinaria, l’Assemblea ha accolto il secondo assestamento del Programma di lavoro e Piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2019 praticamente all’unanimità. In sala, 45 consiglieri, di cui hanno votato 40, tutti positivamente. Del resto, non poteva andare diversamente. Il documento va a rivedere e aggiorna – dopo l’esito del bando gestito dall’Università Popolare di Trieste, per quando riguarda il sostegno finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia e le determinazioni del Comitato di coordinamento per le attività a favore della Comunità Nazionale Italiana nell’ex Jugoslavia – le iniziative e gli interventi che si realizzeranno con i mezzi della Legge 73/01, con quelli stanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia (375.826 euro), con quelli del Piano permanente, nonché con i fondi assicurati dal Consiglio delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dall’Ufficio governativo croato per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali, dall’Ufficio per le minoranze della Repubblica di Slovenia, dalla Regione Veneto, nonché dall’Assessorato per le Comunità nazionali e dall’Assessorato alla Cultura della Regione istriana, oltre che dalle entrate proprie. Nella sostanza, l’impostazione non subisce grossi cambiamenti.

Un passaggio dovuto, anche se le decisioni – così è emerso – sono state prese altrove.
Il malcontento dei consiglieri
A suscitare il malcontento, l’intervento a favore del “partner storico” Università Popolare di Trieste, con un’iniezione di pressapoco 200mila euro destinati all’appianamento del suo disavanzo. “Siamo diventati la ciambella di salvataggio dell’UPT e la manovra si traduce in un aumento delle spese di gestione dell’Ente morale triestino dal 15 al 25 per cento”, ha protestato il consigliere polese Valmer Cusma. Se si possono usare fondi pubblici per coprire “buchi” nel caso dell’UPT, si potrebbe applicare lo stesso ragionamento a favore di Valle, ha aggiunto Cusma, una delle voci assembleari che ha dato sfogo al malcontento per la manovra, letta come uno svilimento del ruolo dell’Unione Italiana. Ancora più determinato Gaetano Benčić di Torre, che ha reclamato trasparenza e responsabilità, la specifica di come siano stati spesi i soldi destinati alla CNI – il presidente dell’UI Maurizio Tremul ha rilevato che ciò viene chiesto da tempo, ripetutamente, per capire quali siano le attività e le iniziative che hanno “sforato”, ma senza avere mai ricevuto risposte concrete (ieri a Valle non c’erano i rappresentanti dell’UPT) –, ma soprattutto il rispetto della soggettività e dell’autonomia. “Ci siamo insabbiati in una palude”, ha sottolineato, denunciando l’allarmante debolezza politica e decisionale dell’UI, un’inferiorità che la porta a subire supinamente scelte fatte da altri. Benčić ha invitato la CNI, parte storica dell’Italia, ad appellarsi al Presidente della Repubblica Italiana, alle forze governative, alle più alte cariche del Paese perché non sia lasciata “in balia di uffici e burocrati a cui poco o nulla importa della nostra Comunità”; questo il suo richiamo e il sollecito a coinvolgere tutto il corpo della CNI. Della stessa idea il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin (Sissano), che si è preso l’impegno di convocare una riunione straordinaria in autunno per ridiscutere il rapporto con l’UPT ed eventualmente intraprendere un nuovo cammino.
Tra le osservazioni dei consiglieri, i fiumani Sandro Vrancich e Moreno Vrancich si sono rammaricati per l’esclusione dalla pianificazione 2019 dell’Asilo italiano di Fiume e sollevato l’affaire Dramma Italiano, invitando l’UI a ottenere una specifica di come siano stati impiegati i contributi dall’Italia.
Il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, ha spiegato che l’Unione Italiana ha ottenuto nei giorni scorsi, con un ritardo di due mesi, il rendiconto delle spese, come pure la restituzione del prestito, e ha fatto capire che i rapporti con la direzione del Teatro nazionale croato “Ivan de Zajc”, cui fa capo la compagnia di prosa italiana, non siano dei migliori e di essersi rivolto anche al sindaco di Fiume. Moreno Vrancich ha espresso preoccupazione per il fatto che i progetti della Casa editrice Edit siano affidati alla gestione UPT. Il consigliere Paolo Tominić di Pisino ha osservato l’incremento delle spese funzionali dell’UI e ha sollecitato per il futuro di separare quelle della Presidenza, della Giunta esecutiva e dell’Assemblea.

Bilinguismo: gruppo di lavoro

Promossi il Regolamento di procedura dell’Assemblea UI – cui si è dovuto mettere mano a seguito delle diversi ritocchi allo Statuto, ma che recepisce l’80 per cento del vecchio documento –, i bilanci consuntivi delle società o enti di cui l’UI è fondatore o co-fondatore, ossia l’EDIT di Fiume, il Centro di ricerche storiche di Rovigno, la Finistria Srl di Fiume, l’agenzia informativa AIA di Capodistria. Approvate pure le modifiche allo Statuto dell’Edit e la nomina, dopo le dimissioni di Jessica Acquavita, di Roberta Grassi Bartolić nel Consiglio d’amministrazione dell’ente, come rappresentante dell’UI.
In merito alle prospettive future sull’applicazione del bilinguismo nel territorio dell’insediamento storico della CNI, è stato formato un apposito gruppo di lavoro – formato dai consiglieri Roberto Battelli per il Capodistriano, Gaetano Benčić per l’Istria, Moreno Vrancich e Krsto Babić per Fiume e Quarnero, nonché Paolo Demarin – a prendere in esame e proporre delle possibili soluzioni sulla base degli interventi scaturiti dalla seduta tematica dello scorso febbraio a Verteneglio.
Al termine della seduta, Rina Villani ha presentato una mozione sulla questione della CI di Zara, chiedendo all’Assemblea di prendere provvedimenti in relazione, rispettivamente di inficiare le elezioni indette da un “socio sostenitore” e non effettivo del sodalizio. L’UI si è dichiarata non competente in materia, ossia ha rimandato la faccenda al Comitato dei garanti della CI e della stessa UI.

Apprezzamento per Palminteri

Roberto Battelli si è interrogato sull’attuazione delle mozioni approvate dall’Assemblea, ed ha citato quella sulla formazione in italiano dei docenti delle nostre scuole. In chiusura, Paolo Demarin ha annunciato la sottoscrizione di una petizione pubblica sulla legge d’interesse permanente dello Stato italiano nei confronti della CNI, il cui testo sarà discusso alla prossima riunione.
Da rilevare infine che su proposta del consigliere di Visinada, Neda Šainčić Pilato, l’Assemblea dell’UI ha approvato una lettera di apprezzamento e riconoscimento nei confronti del Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, da inviare alla Direzione generale per l’Unione europea del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e alla Direzione generale per gli Italiani all’Estero. Sull’argomento ritorneremo più diffusamente nella nostra edizione di domani.

Sciogliere i nodi della CI di Valle

Nel salutare i presenti, la presidente della Comunità degli Italiani di Valle, Martina Poropat, si è detta onorata e felice di poter ospitare la sesta sessione dell’Assemblea e dare spazio agli importanti argomenti in discussione. Martina Poropat ha anche toccato il problema Valle, ossia il “carico pesante” che le è stato lasciato in eredità, che in tutti questi anni purtroppo non si è alleggerito. La presidente del sodalizio ha rivolto ai consiglieri un appello, ossia di risolvere quanto prima le sorti della CI. Il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, ha ribadito non soltanto il pieno appoggio dell’UI, ma anche la volontà di ricercare risposte che sblocchino questa situazione di incertezza che sta vivendo la Comunità.

Positivo il bilancio di un anno di attività

Impegnato a Zagabria per una serie di incontri sui programmi operativi per le minoranze nazionali e quindi anche di quella italiana, il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, si è rivolto all’Assemblea con un indirizzo di saluto, evidenziando l’importanza di questo momento aggregativo che è l’incontro dei consiglieri UI ed ha espresso solidarietà a Luana Poleis, che ha chiesto di poter usare l’italiano in sede di Consiglio comunale di Visignano.
Nel suo intervento, il presidente dell’UI, Maurizio Tremul, ha tirato il bilancio di un anno di attività dall’insediamento di questa legislatura, evidenziando i risultati positivi conseguiti finora, dal rifinanziamento e aumento dei mezzi della Legge 73/01, alla crescita degli stanziamenti ordinari da parte dello Stato italiano, senza dimenticare la registrazione del dialetto istroveneto come patrimonio culturale immateriale della Slovenia, mentre un’analoga operazione si sta facendo anche per la Croazia. Tremul ha osservato inoltre che è stato avviato il dibattito sulla riforma dell’UI, che sono stati instaurati buoni rapporti con la Regione Friuli Venezia Giulia, portati avanti percorsi della memoria e del ricordo, che il progetto Primis porterà all’allestimento di una mostra multimediale e interattiva a Palazzo Gravisi Buttorai e poi anche altri interventi, non da ultimi gli “stati generali” della Comunità Nazionale Italiana a Gallesano, che hanno riconfermato l’unità d’intenti e che non potranno che avere ulteriori seguiti positivi.

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