Dopo oltre un decennio di tentativi rimasti incompiuti, prende ufficialmente il via un nuovo percorso di revisione dello Statuto dell’Unione Italiana. Nella sede della Comunità degli Italiani di Visinada si è svolta la prima seduta del Comitato per lo Statuto e il Regolamento dell’Assemblea dell’UI per il mandato 2026-2030, chiamato ad avviare un lavoro destinato a ridisegnare il principale atto normativo dell’organizzazione rappresentativa della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.
La riunione, di carattere conoscitivo ma anche operativo, ha visto la partecipazione di tutti e cinque i membri del Comitato, risultando pertanto deliberativa. Il Comitato è composto dalla presidente Neda Šainčić Pilato, dal vicepresidente Krsto Babić e dai membri Robi Štule, Roberta Lakošeljac e Manuela Geissa. Erano inoltre presenti i massimi vertici dell’Unione Italiana: il presidente dell’UI e deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Sabor Marin Corva, il presidente della Giunta Esecutiva Paolo Demarin e il presidente dell’Assemblea Marko Gregorič, a testimonianza dell’importanza attribuita all’avvio del nuovo percorso.
Un programma articolato in fasi
Ad aprire i lavori è stata la presidente del Comitato, Neda Šainčić Pilato, che ha illustrato il metodo di lavoro con cui si intende affrontare una revisione dello Statuto di cui si discute ormai da molti anni senza che i precedenti tentativi siano riusciti a tradursi in una riforma condivisa.
Il piano presentato prevede un percorso di 18 mesi, suddiviso in più fasi. La prima sarà dedicata all’analisi dello Statuto articolo per articolo, verificando se le disposizioni attualmente in vigore siano ancora adeguate alla realtà dell’Unione. Seguirà la redazione di una prima bozza, che verrà resa giuridicamente coerente con il supporto di esperti del settore, eliminando ripetizioni, semplificando il linguaggio e armonizzando il testo. Successivamente la proposta sarà trasmessa agli organi dell’Unione e ai consulenti giuridici per raccogliere osservazioni e suggerimenti, prima dell’approdo in Assemblea, dove si aprirà il confronto politico chiamato ad accompagnarne l’eventuale approvazione.
Tra le modalità operative approvate figura anche la convocazione del Comitato con cadenza regolare, ogni 45-60 giorni, affinché il lavoro proceda con continuità fino alla presentazione della proposta definitiva.
Un documento «più snello»
Prima dell’inizio della seduta, Šainčić Pilato ha definito quella di Visinada come la prima vera riunione di lavoro del Comitato nominato dalla nuova Assemblea costituitasi il 27 giugno scorso a Torre. “Lo Statuto è la base di tutto – ha osservato –. Negli ultimi vent’anni siamo intervenuti soltanto con modifiche di alcuni atti, come l’aumento dei membri della Giunta Esecutiva da cinque a nove, ma ora dobbiamo arrivare a uno Statuto più snello e funzionale per tutti. L’obiettivo fissato è quello di presentare entro un anno e mezzo una bozza all’Assemblea dell’Unione Italiana, coinvolgendo nel frattempo tutti i soggetti istituzionali interessati”.
Sulla stessa linea il presidente dell’Assemblea Marko Gregorič, che ha definito il programma “ambizioso”, ricordando come negli ultimi dodici anni ogni tentativo di revisione si sia arenato prima dell’approvazione definitiva. Secondo Gregorič sarà fondamentale evitare gli errori del passato e rendere il testo più chiaro, pur consapevoli che temi come l’unitarietà dell’Unione Italiana, l’organizzazione dell’Ufficio Slovenia e le modalità di nomina di alcuni organi rappresentano tuttora questioni delicate. “Lo Statuto – ha sottolineato – non va riscritto nella sua essenza, ma reso uno strumento più moderno, meno soggetto a interpretazioni che in passato hanno creato difficoltà nel funzionamento dell’organizzazione”.

Il primo passo
Dopo l’introduzione, i lavori sono proseguiti a porte chiuse per quasi due ore, durante le quali il Comitato ha avviato l’esame dello Statuto e definito il metodo operativo che guiderà l’intero percorso di revisione.
Al termine della seduta, la presidente Neda Šainčić Pilato ha espresso soddisfazione per l’esito del primo incontro, sottolineando l’importanza della presenza congiunta dei tre presidenti dell’Unione Italiana. “È stata una riunione molto importante – ha dichiarato –. Abbiamo deciso di ritrovarci a metà settembre per analizzare le prime proposte dello Statuto e proseguire il lavoro secondo le fasi programmate. Oggi abbiamo compiuto il primo passo verso uno Statuto più snello da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea dell’Unione Italiana. Credo che stiamo andando nella direzione di un futuro migliore”.
Anche il presidente dell’UI e deputato della CNI al Sabor, Marin Corva, intervenuto in qualità di garante dello Statuto, ha evidenziato le aspettative legate al percorso appena avviato. L’obiettivo, ha spiegato, è superare le criticità tecniche e le lacune presenti sia nello Statuto sia negli altri atti interni dell’Unione Italiana, così da garantire un funzionamento più efficace dell’organizzazione e offrire maggiore tutela a quanti sono chiamati quotidianamente ad applicarne le disposizioni.
Con il calendario di lavoro già definito e il prossimo incontro fissato per la metà di settembre, il Comitato entra ora nella fase di analisi sistematica dello Statuto. L’obiettivo dichiarato è giungere, entro diciotto mesi, a una proposta condivisa da sottoporre all’Assemblea dell’Unione Italiana, chiamata ad aprire il confronto politico sulle modifiche e a pronunciarsi sul testo definitivo.
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