UI. Aumento dei mezzi finanziari: «Risultato per nulla scontato»

Foto Goran Žiković

Tipicamente da fine anno, l’ordine del giorno trattato dall’Assemblea dell’Unione Italiana sul filo di lana di questo 2021. I consiglieri sono stati chiamati a trattare l’assestamento del Piano finanziario del 2021, il Piano di lavoro e Finanziario del 2022 e l’iscrizione dell’UI al FUEN. L’ultima seduta dell’anno, condotta dal presidente, Paolo Demarin, si è svolta negli ambienti della Comunità degli Italiani di Sissano.

Due gli interventi dei consiglieri nell’ora delle interpellanze. Sandro Vrancich ha inteso sottolineare lo scontento per il documentario con il quale il DI ha celebrato il suo 75.esimo: “Tutti hanno avuto parole superlative, io dico ‘Vergogna DI’. Ho assistito anch’io ai festeggiamenti e mi congratulo con tutti gli attori; però, che delusione il documentario”. Perché? Sono stati cancellati 26 anni di storia; non sono stati ricordati nomi importanti. Da qui la richiesta di inviare una lettera di protesta al DI per “questa omissione irreparabile”. La mozione è stata accolta.

Mauro Jurman ha chiesto lumi al presidente della GE sulla stesura della Strategia dell’UI. Sarebbero arrivati dalla ditta incaricata, questionari in lingua croata e infine uno in lingua italiana, ma con meno domande.

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Marin Corva si è detto dispiaciuto: “Il progetto è stato avviato qualche anno fa, con un bando pubblico e la Commissione ha scelto questa specifica ditta per l’elaborazione della Strategia. Abbiamo sollecitato affinché il lavoro venga ultimato, perché siamo andati oltre il termine. Purtroppo, con i lavori affidati a terzi non si ha controllo sulla realizzazione. Ho chiamato la ditta e ho detto che se non provvedono a correggere questo aspetto linguistico, possono considerare rescisso il contratto e quindi hanno redatto il questionario in lingua italiana. Noi abbiamo reagito appena saputo”. Demarin ha proposto che ai consiglieri e presidenti delle CI venga inviata traccia scritta su questo specifico punto.

Poi è stato il momento di fare i conti. In primo luogo si è dibattuto del primo assestamento di Bilancio 2021, documento che l’UI ha calibrato a 8.206.501 euro di entrate/uscite. “Questo primo assestamento viene fatto abbastanza tardi, perché le conferme dei finanziatori ci sono giunte abbastanza tardi, causa il Covid” – ha detto il presidente della GE, Marin Corva, nell’introdurre il documento. In allegato al documento, le schede e il verbale del Comitato di coordinamento.
E veniamo all’anno che verrà. Le entrate complessive pianificate per l’anno d’esercizio 2022 ammontano a 8.341.218 euro (e quindi 134.717 in più di quelle registrate nell’anno che chiude). La quantificazione finanziaria è stata fatta sulla scorta dell’esperienza consolidata, di dati noti e della programmazione delle istituzioni della CNI. “Non ci sono ancora conferme dai finanziatori – ha detto Corva -. È certo l’aumento delle risorse da parte della Croazia e c’è stata conferma da parte dell’Italia. Si tratta di risultati per niente scontati, che ci consentiranno di realizzare grandi progetti. In allegato al documento la Proposta di ripartizione dei mezzi del Piano permanente, che verrà inviata all’UPT. Inoltre, è ipotizzato un bando per 570mila euro, da qui i progetti per i quali ci serve l’OK per presentarli. C’è una differenza di 440mila euro tra entrate e uscite: lo si deve al fatto che siamo stati invitati dal MAECI a proporre il 10 p.c. di progetti in più sul solito. Figurano quindi alcuni progetti storici prioritari e altri alternativi. Poi sarà il CdC a definire i progetti dell’anno di gestione. L’anno a venire porta due grandi progetti: la costruzione della scuola di Cittanova e dell’asilo italiano a Fiume. Non c’è conferma scritta, ma la Città di Fiume provvederà a coprire le spese oltre quelle a carico dell’UI”. Nel 2022 ci dovrebbe essere l’avvio della costruzione.

Krsto Babić è intervenuto per chiedere se le CI concorreranno ai finanziamenti dell’FVG autonomamente o tramite l’UI, se siano stati assicurati i soldi per il pagamento degli affitti e se verranno erogati puntualmente. Ha altreì ricordato “l’importanza di sostenere tutte le istituzioni della CNI, ma anche che bisogna tenere presente che mentre molte hanno i propri fondatori esterni alla CNI, l’UI è fondatrice di alcune delle quali deve avere particolare cura”, ed ha chiesto alla GE la massima attenzione per l’EDIT.

Corva ha ribadito che “per l’EDIT è previsto un importante contributo, un po’ inferiore sul 2021 (quando aveva avuto mezzi da ridestinazioni), ma i mezzi ordinari sono in aumento”. Per i bandi del FVG si è proceduto sulla scorta delle decisioni assembleari alla riunione di Valle. In chiusura è stata approvata l’affiliazione dell’Unione Italiana alla FUEN – Federal Union of European Nationalities.

Ancora, alle Varie, Ezio Kozlović ha chiesto di esaminare la possibilità di realizzare un libro sulla partecipazione dei membri della CNI alla Guerra patriottica. In un volume edito dal Coordinamento dei Consigli delle minoranze della Città di Zagabria si parla della partecipazione della unità militari dell’Istria e di Fiume alla Guerra patriottica, nelle quali c’erano anche italiani. Da qui la proposta.

In chiusura… chiusura, gli auguri di Paolo Rovis (UPT; in sala pure Fabrizio Somma), Felice Žiža, Maurizio Tremul (che si è soffermato anche sul rifinanziamento degli stanziamenti triennali per la CNI approvato in Commissione Bilancio del Senato, ringraziando quanti a Roma hanno sostenuto le istanze della CNI e che ha trasmesso pure gli auguri dell’on. Furio Radin), Paolo Demarin e Marin Corva. Gli auspici sono quelli di ripresa e di salute e di procedere senza mascherine.

Il Covid «presente»

Foto Goran Žiković

Una seduta sulla quale il Covid ha lasciato la sua impronta, quella di ieri sera dell’Assemblea dell’Unione Italiana. Com’è ormai prassi in molte occasioni, c’è stato il rilevamento della temperatura, presi da mira alla fronte da chi al momento era in grado di farlo, perché non impegnato in altre incombenze. Poi la… sfilata delle mascherine: chirurgiche, FFP, personalizzate, con bandiera, simboli… E il presidente della GE dell’UI a contare i voti. Un pizzico, ma giusto un pizzico, in conflitto d’interesse, ma altro modo non c’è stato. In questa antipatica prova di forze sanitaria, tra UI e Covid è quest’ultimo, purtroppo, ad avere la meglio, tanto che molti dipendenti sono costretti a casa. E quindi è toccato a Marin Corva contare.

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