UE. Sul Terrano la Slovenia non farà ricorso

Una bottiglia di Terrano del produttore istriano Tomaz. Foto Zarko Basic/PIXSELL

Nel pluriennale contenzioso insorto attorno all’uso del nome Terrano a spuntarla è stata la Croazia. La Slovenia non tenterà d’impugnare la sentenza di primo grado emessa nel settembre scorso dalla Corte di giustizia dell’UE (CGUE), che ha avvalorato il via libera della Commissione europea all’uso, da parte dei produttori di vino croati, della denominazione “Istria croata – Terrano” (Hrvatska Istra – Teran). Il termine per la presentazione di un eventuale ricorso scadrà giovedì, ma l’Avvocatura di Stato della Repubblica di Slovenia ha fatto sapere che non ricorrerà in appello. A renderlo noto è stata ieri l’agenzia stampa STA. Il ministro sloveno dell’Agricoltura, Jože Podgoršek, ha detto che ciò non produrrebbe alcuna conseguenza vitale per il posizionamento del Terrano. Ha puntualizzato che in questo frangente Lubiana è orientata a sostenere i suoi produttori di vino nella promozione del Terrano prodotto in Slovenia. A tale proposito Podgoršek ha fatto riferimento a una possibile collaborazione con l’Italia.

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