La Commissione europea ha adottato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia. “Vietiamo le importazioni di gas naturale liquefatto dalla Russia nei mercati europei” dice in un videomessaggio la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando le misure, appena adottate dall’esecutivo Ue. “L’economia di guerra della Russia si sostiene grazie ai ricavi provenienti dai combustibili fossili. Vogliamo ridurre questi ricavi – spiega -. È il momento di chiudere il rubinetto. Siamo pronti per questo. Abbiamo risparmiato energia. Abbiamo diversificato l’approvvigionamento. Abbiamo investito in fonti energetiche a basse emissioni di carbonio come mai prima d’ora. E oggi, questi sforzi stanno dando i loro frutti”, aggiunge.
“La nostra analisi economica è chiara. Le nostre sanzioni stanno colpendo duramente l’economia russa: il tasso d’interesse è al 17%, l’inflazione rimane elevata, l’accesso russo alle finanze e ai ricavi sta calando costantemente, e l’economia di guerra surriscaldata della Russia sta raggiungendo il limite. Ancora più interessante è il fatto che , parlando direttamente con i partner che dialogano con i russi, essi ci riferiscono che tra le prime richieste dei russi c’è l’alleggerimento delle sanzioni. Sappiamo quindi che le nostre sanzioni sono uno strumento efficace di pressione economica. E continueremo a usarle finché la Russia non si siederà al tavolo dei negoziati con lUcraina per una pace giusta e duratura” aggiunge la presidente della Commissione europea.
Nel diciannovesimo pacchetto di sanzioni è prevista l’introduzione di nuove restrizioni sull’export “per prodotti e tecnologie, utilizzate sul campo di battaglia”. “Includiamo anche 45 aziende della Russia e di Paesi terzi” che hanno “fornito sostegno diretto o indiretto al complesso militare-industriale russo. In una guerra, guidata dall’innovazione, bloccare l’accesso della Russia alle tecnologie chiave è cruciale, soprattutto per quanto riguarda i droni”.
Al fine di chiudere le falle finanziarie che la Russia utilizza per eludere le sanzioni, l’Ue intende introdurre un divieto di transazione su un’altra serie di banche, sia in Russia che in Paesi terzi. “Siamo impegnati nello sradicamento dell’elusione. Poiché le tecniche di evasione diventano sempre più sofisticate, le nostre sanzioni si adatteranno per restare all’avanguardia. Pertanto, per la prima volta, le nostre misure restrittive colpiranno le piattaforme crypto e le transazioni vietate in criptovalute”, prosegue la leader Ue. Previsto anche l’inserimento nella lista delle sanzioni di banche straniere collegate ai sistemi alternativi di pagamento russi, “e stiamo limitando le transazioni con entità situate nelle zone economiche speciali”.
Con la nuova serie di misure l’Ue sta colpendo “coloro che alimentano la guerra della Russia, acquistando petrolio in violazione delle sanzioni”. “Prendiamo di mira raffinerie, commercianti di petrolio e società petrolchimiche in Paesi terzi, inclusa la Cina”, prosegue von der Leyen, sottolineando che in tre anni i ricavi petroliferi della Russia in Europa sono diminuiti di oltre il 90%: “Ora, chiudiamo definitivamente questo capitolo”.
“Stiamo allineando le nostre sanzioni con i nostri partner del G7 sotto la guida della presidenza canadese – conclude -. E per sostenere l’Ucraina nella sua lotta per la libertà, stiamo operando anche in stretto coordinamento con la Coalizione dei Volenterosi”.
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