La Slovenia è sotto shock dopo la morte di un uomo di 48 anni, aggredito a calci e pugni davanti a un locale di Novo Mesto dove si era recato per prendere il figlio. L’uomo sarebbe stato preso di mira da un gruppo di giovani appartenenti alla comunità rom. È deceduto poche ore dopo in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.
Un epilogo drammatico, percepito da molti come il risultato di una situazione di tensione crescente che dura da mesi, se non da anni, e che ha visto gli appelli dei sindaci della zona restare senza risposte concrete da parte delle autorità di Lubiana, nonostante i ripetuti annunci di interventi e incontri sul tema.
Il primo ministro Robert Golob ha dichiarato che garantire la sicurezza dei cittadini è “il suo più alto dovere”, aggiungendo che “la violenza non nasce da un giorno all’altro, ma in un ambiente dove la giustizia è lenta e dove la responsabilità perde significato”. Ha poi affermato: “Sono consapevole che oggi tutti sono presi dallo sconforto, che c’è rabbia e anche paura. È comprensibile. D’altro canto, non dobbiamo permettere che il dolore si trasformi in desiderio di vendetta o odio. Una reazione del genere non farebbe che rendere più profonde le nostre ferite e lacerare la nostra società.” Golob ha infine sollecitato le forze politiche a non speculare sull’accaduto.

Due ministri si dimettono
A seguito del tragico episodio, il premier ha convocato una serie di consultazioni, al termine delle quali sono state annunciate le dimissioni della ministra della Giustizia Andreja Katič e del ministro dell’Interno Boštjan Poklukar. Entrambi hanno rimesso il mandato, e Golob ha immediatamente accettato le loro decisioni. I due ministri resteranno in carica fino alla nomina dei successori, così come il capo della Polizia, Damjan Petrič.
La presidente chiede una sessione straordinaria del Parlamento
Nel frattempo, la presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, ha chiesto la convocazione di una sessione straordinaria del Parlamento per affrontare con urgenza la situazione. Anche l’opposizione, guidata dal leader dell’SDS Janez Janša, ha chiesto una riunione plenaria e ha annunciato una manifestazione di protesta davanti al Parlamento per esercitare pressione sull’esecutivo affinché adotti misure drastiche.
Secondo l’SDS, la responsabilità politica dell’accaduto ricadrebbe “indirettamente sul primo ministro e sulla sua coalizione”, accusati di aver ignorato ripetuti avvertimenti e di aver “protetto i criminali invece dei cittadini”. Il partito ha invitato Golob a dimettersi, ma il premier ha escluso questa possibilità. Anche altre forze di opposizione hanno duramente criticato il governo.
Il presidente del Consiglio della Comunità Rom, Jožek Horvat Muc, ha dichiarato che “i crimini commessi da singoli appartenenti alla comunità rom devono essere fermati immediatamente per non danneggiare l’intera minoranza”.
L’aggressione è avvenuta nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre in via Rozman. La vittima, colpita ripetutamente alla testa – forse da un ventunenne ora in stato di arresto – è morta in ospedale a causa delle ferite riportate. La Polizia, che secondo il quotidiano Delo sarebbe intervenuta nel locale poche ore prima per un altro episodio, ha immediatamente avviato indagini, rilievi e raccolta di prove.
Il Consiglio per la Sicurezza nazionale ha proposto di rafforzare significativamente l’Amministrazione di Polizia di Novo Mesto con agenti provenienti da altre località e, se necessario, con l’impiego di un’unità speciale. Lo ha dichiarato il segretario di Stato per la Sicurezza nazionale e internazionale presso l’Ufficio del premier, Vojko Volk, annunciando che si farà il possibile nell’ambito della legislazione vigente.
Volk ha precisato che “si può fare di più, ma è la prassi, non la legge, a dover cambiare”. È stato previsto anche un gruppo di coordinamento per dirigere le attività sul territorio: inizialmente sarà un gruppo operativo guidato dallo stesso Volk, che si riunirà ogni settimana per analizzare la situazione e fornire indicazioni operative. Volk si è detto convinto che le misure proposte avranno un impatto immediato.
Allo stesso tempo, ha invitato i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine e a non temere di denunciare i reati. “Se qualcuno è un criminale, non è né sloveno, né italiano, né rom: è un criminale”, ha sottolineato.
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