«Uccidi il serbo»: arrestati 14 ultrà per incitamento all’odio

Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Sono stati arrestati i 14 ultrà, che poi sono stati individuati come appartenenti ai Bad Blue Boys, lo zoccolo duro del tifo della Dinamo Zagabria, i quali hanno attraversato il villaggio di Borovo naselje, a pochi chilometri da Vukovar, la “Stalingrado croata”, scandendo frasi ingiuriose e minacciose nei confronti dei serbi. Sono stati denunciati penalmente per incitamento alla violenza e all’odio.
Non c’è pace, dunque, a Vukovar e nei villaggi vicini nemmeno a  tre decenni dalla fine degli eventi bellici. L’incidente si è verificato domenica 2 maggio nel 30.esimo anniversario della morte di 12 poliziotti croati, uccisi in un’imboscata delle truppe paramilitari serbe. In un video pubblicato dal comune, si vede un gruppo di persone che urla “Uccidi il serbo”, nonostante fosse seguito da una pattuglia della Polizia. Gli agenti, però, non sono voluti intervenire prima dell’arrivo dei rinforzi. Una volta arrivati, gli agenti sono riusciti a fermare alcuni tifosi, mentre altri sono scappati. Il gruppo ha partecipato alla deposizione di una corona di fiori ai piedi del monumento in ricordo dei 12 poliziotti uccisi nel 1991. Poi si sono staccatti dal corteo e hanno inneggiato frasi ingiuriose. Secondo informazioni ufficiose, tra i facinorosi anche persone arrivate da altri parte del Paese, soprattutto da Zagabria. Per questo motivo le indagini sono portate avanti dagli inquirenti di altre Questure in Croazia.
L’incidente è stato condannato dalle forze politiche. Tra i primi a intervenire è stato il Presiente della Repubblica, Zoran Milanovi
ć, il quale ha espresso “sdegno per i cori degli ultras contro la minoranza serba: è vergognoso e va condannato e l’incidente va condannato con fermezza”. Poi il Capo dello Stato ha avuto da ridire sull’operato delle forze delll’ordine. “Mi chiedo per quale motivo gli agenti gestiti assieme da Plenković e Pupovac non abbiano reagito subito e non abbiano agito preventivamente, tutelando la legge e la quiete pubblica?”, ha scritto su Facebook Milanović, gettando ulteriore benzina sul fuoco nei rapporti con il governo.
Dal canto suo l’Esecutivo parla di “scandalosa provocazione” e di “intollerabile linguaggio dell’odio”. “Non esiste alcuna scusante per quanto successo a Borovo naselje – si legge nella nota dei Banski dvori –, soprattutto in una giornata in cui commemoriamo 12 agenti croati uccisi in modo barbaro. Nella società croata non c’è spazio per questo tipo di intolleranza nei confronti della minoranza serba o qualsiasi altro gruppo etnico che vive nel nostro Paese”. Il governo ha concluso sottolineando che la Polizia “ha reagito immediatamente e sta indagando per sanzionare in modo adeguato i singoli che si sono macchinati di questa barbarie”.

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