Tutela dei posti di lavoro: incentivi per il 37% degli impiegati croati

Operai al lavoro sulla rete elettrica. Foto Marijan Susenj/PIXSELL

Il lockdown ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia mondiale e nemmeno la Croazia è stata risparmiata. Le chiusure delle attività e il calo degli introiti sono stati registrati praticamente in tutti i settori, come si evince anche dal numero di società che si sono fatte avanti per gli incentivi dello Stato per la tutela dei posti di lavoro. Uno dei criteri principali per accedere a questo sostegno finanziario è il calo dei ricavi superiore al 20 per cento.
In base all’analisi del sito dell’Agenzia finanziaria (fininfo.hr), nella seconda tornata degli incentivi per la tutela dei posti di lavoro per il mese di aprile, sono stati 98.535 i soggetti d’affari ad aver presentato la richiesta per complessivi 558.724 impiegati. Lo Stato ha versato nelle casse di queste imprese 2,2 miliardi di kune solo per il mese di aprile, che rappresenta un aumento di circa 650 milioni di kune rispetto a marzo.
Il numero dei lavoratori coinvolti dalla misura è importante porlo nel contesto del totale dei lavoratori in Croazia. Alla fine del mese di aprile, in base ai dati dell’Istituto nazionale di statistica, sono stati contati 1.527.694 occupati, mentre nello stesso mese sono state registrate 159.234 persone senza lavoro. Perciò, gli incentivi per la tutela dei posti di lavoro sono stati versati al 37 per cento della forza lavoro in Croazia.
Se dal numero complessivo dei lavoratori vengono esclusi gli impiegati nella Pubblica amministrazione che a fine 2019, in base ai dati del Ministero dell’Amministrazione, erano 232.087, si giunge alla conclusione che la misura del governo è stata pagata al 43 per cento dei dipendenti nel settore reale. Ad aprile, inoltre il numero dei lavoratori a cui è stato assicurato l’incentivo è cresciuto di 73.732 unità rispetto al mese precedente. Quindi, una maggiorazione del 5 per cento per la tutela dei posti di lavoro nel settore reale.
I settori più colpiti sono il commercio all’ingrosso, la ristorazione, il commercio al dettaglio, l’alloggio, l’edilizia, la produzione di metalli, il trasporto, le concessionarie di automobili… A questi attività è stato versato il 59 per cento dell’ammontare complessivo degli incentivi, ossia 1,29 miliardi di kune. È il commercio all’ingrosso quello che risulta più in difficoltà, con un aumento delle richieste per gli incentivi del 47 per cento rispetto a marzo.
Infine, va sottolineato che secondo il Ministero delle Finanze sono molte le persone giuridiche che hanno usufruito della misura governativa per la tutela dei posti di lavoro, ma che poi non hanno versato gli stipendi ai propri dipendenti. Così, ad aprile si contano 205 imprese che hanno ottenuto complessivamente 2,40 milioni di kune per tutelare i posti di lavoro per 646 impiegati, ma quest’ultimi non si sono visti riconoscere lo stipendio per il lavoro svolto. Perciò, il Ministero ha deciso di intensificare i controlli sull’effettivo uso degli incentivi che vengono versati dalle casse dello Stato.

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