Il procuratore Turudić a Spalato per l’inchiesta sul raid contro i serbi

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Il procuratore Turudić a Spalato per l’inchiesta sul raid contro i serbi
Il procuratore Ivan Turudić (secondo da sinistra) è arrivato a Spalato. Foto: Ivana Ivanovic/PIXSELL

Il procuratore generale croato, Ivan Turudić, è arrivato oggi, mercoledì 5 novembre, a Spalato per coordinare le attività giudiziarie legate alle persone arrestate e indagate in seguito all’assalto che lunedì sera 3 novembre, ha interrotto un evento culturale organizzato dalla società culturale serba “Prosvjeta”. La polizia ha reso noto di aver arrestato un uomo e trattenuto altre due persone, sospettate di essere coinvolte nell’azione.

L’incidente ha visto un gruppo di circa cinquanta giovani, molti dei quali incappucciati, fare irruzione durante il programma culturale previsto nell’ambito dei “Giorni della cultura serba”. Il premier Andrej Plenković ha condannato con fermezza quanto accaduto e, in una conferenza stampa straordinaria, ha esortato polizia, procura e tribunali ad agire con rapidità e determinazione.

La ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, è intervenuta nuovamente sull’episodio durante la trasmissione della “A sada Vlada”, ribadendo che l’arte non deve essere trascinata nelle contrapposizioni politiche. “La cultura è, per definizione, uno spazio di libertà”, ha affermato, come riporta l’agenzia Hina, sottolineando come essa possa anche permettere provocazioni e riflessioni che in altri contesti sarebbero considerate oltre i limiti del consentito.

Obuljen Koržinek ha ricordato che negli ultimi anni non sono mancati tentativi di boicottare o fermare eventi culturali da parte di gruppi sia della destra che della sinistra, e ha invitato a non adottare una condanna selettiva. “Quando tali attacchi avvengono, riguardano cittadini che vivono nella loro comunità e cercano semplicemente di condividere cultura. È inaccettabile”, ha commentato.

La ministra ha avvertito che la Croazia sta vivendo, come altri Paesi europei, un aumento del populismo e della retorica dell’odio. Secondo lei, gruppi privi di proposte concrete tentano di guadagnare consenso alimentando divisioni, mentre la diffusione di disinformazione online contribuisce a esasperare il clima. Per questo ha sottolineato l’importanza dell’educazione ai media, soprattutto tra i più giovani.

Infine, ha criticato l’iniziativa di organizzare un incontro in Parlamento dedicato alle vittime di Jasenovac, sostenendo che un tema tanto delicato richiede rispetto e sensibilità. “È irresponsabile alimentare ostilità su ferite storiche che molti dei giovani conoscono poco o nulla. Dobbiamo occuparci dei problemi della società di oggi”, ha concluso.

Nel frattempo, l’inchiesta a Spalato prosegue, con la procura e la polizia impegnate a identificare chi abbia organizzato il raid e con quali motivazioni. Le autorità annunciano ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.

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