Turisti in Croazia: ecco le misure in caso di contagio

A Ragusa (Dubrovnik) ci sono pochi turisti. Foto Grgo Jelavic/PIXSELL

“Se un turista proveniente da un Paese Ue dovesse risultare positivo al coronavirus, l’Istituto croato per l’assicurazione sanitaria (HZZO) addebiterà la fattura per le cure al suo Stato di provenienza. Se invece si tratta di un vacanziere di un Paese extra Ue che non dispone dell’assicurazione viaggio, dovrà pagarsi le cure da solo”. Lo ha spiegato il direttore dell’Istituto nazionale per la salute publica (HZJZ), Krunoslav Capak ai microfoni di Rtl Tv.
Alla domanda cosa succede se in un gruppo di persone, una famiglia ad esempio, che si trova in una casa affittata lungo la costa croata si dovesse registrare un contagiato, Capak ha sottolineato che tutti gli altri membri della famiglia dovranno rimanere in autoisolamento all’interno di questa casa vacanze o in un’unità che sarà stabilita dalla task force nazionale”.
Attualmente in Croazia ci sono 92mila turisti, di cui 66.500 provengono dall’estero, come si evince dal sistema eVisitor, che certifica l’aumento del flusso turistico dopo la riapertura dei confini e l’allentamento delle misure restrittive.

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