Turismo, Ue in crescita ma la Croazia rallenta. Bene Slovenia e Italia

Nei primi sei mesi del 2026 registrati oltre 1,32 miliardi di pernottamenti nell’Unione europea, +1,7% rispetto allo scorso anno

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Turismo, Ue in crescita ma la Croazia rallenta. Bene Slovenia e Italia
Turisti a Parenzo. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Il turismo europeo continua a crescere, ma a velocità molto diverse da Paese a Paese. Nei primi sei mesi del 2026 nell’Unione europea sono stati registrati oltre 1,32 miliardi di pernottamenti nelle strutture ricettive, con un aumento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A trainare la crescita sono soprattutto Irlanda, Malta e Slovacchia, mentre la Croazia, con un incremento di appena lo 0,5%, si colloca nella parte bassa della classifica dei Paesi che hanno comunque registrato un segno positivo. È quanto emerge dai dati diffusi martedì da Eurostat.

Il maggiore incremento di pernottamenti turistici nel primo semestre dell’anno è stato registrato in Irlanda, dove le presenze nelle strutture ricettive sono aumentate del 14,6% rispetto ai primi sei mesi del 2025.

Segue Malta, con una crescita attorno al 10%, mentre la Slovacchia ha registrato un aumento del 6%. Tra i primi dieci Paesi europei per crescita delle presenze figurano inoltre Slovenia, Polonia, Estonia, Danimarca, Ungheria, Italia, Repubblica Ceca, Austria e Spagna.

Ben diversa la situazione della Croazia. Nei primi sei mesi del 2026 il numero dei pernottamenti è cresciuto appena dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che colloca il Paese tra quelli con la crescita più debole dell’Unione europea, davanti soltanto alla Finlandia tra gli Stati membri che hanno comunque registrato un aumento. Altri nove Paesi hanno invece chiuso il semestre con un calo delle presenze turistiche.

La flessione più marcata è stata registrata a Cipro, dove i pernottamenti sono diminuiti del 7,7% rispetto alla prima metà del 2025. Segue la Romania con un calo del 6,7%. Risultati negativi sono stati rilevati anche in Bulgaria, Paesi Bassi, Belgio, Lituania, Lussemburgo, Lettonia e Finlandia.

Quasi la metà dei pernottamenti legata al turismo internazionale

Nel complesso, i turisti internazionali, provenienti sia da altri Paesi dell’Unione europea sia da Paesi extra-Ue, hanno rappresentato circa il 49% di tutti i pernottamenti registrati nell’Unione nel primo semestre del 2026.

Anche in questo caso le differenze tra i singoli Paesi sono molto marcate. Malta si conferma la destinazione più dipendente dai flussi internazionali, con il 95% dei pernottamenti effettuati da turisti stranieri. Seguono Cipro, con circa il 92%, e Lussemburgo, con l’88%.

All’estremo opposto si trovano Germania, dove i turisti internazionali hanno rappresentato circa il 18,5% dei pernottamenti, Polonia con il 20% e Romania con il 23%.

I dati confermano dunque una crescita complessiva del turismo nell’Unione europea, ma evidenziano anche un andamento sempre più differenziato tra le diverse destinazioni. Per la Croazia, il lieve aumento registrato nella prima metà dell’anno rappresenta un segnale positivo, ma decisamente più debole rispetto alla dinamica osservata in molte altre destinazioni europee, Slovenia e Italia comprese.

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