Turismo sanitario. Sfida che la Croazia può vincere

Il ministro del Turismo e dello Sport, Nikolina Brnjac. Foto Luka Stanzl/PIXSELL

Si può e si deve fare meglio nel settore del turismo sanitario in Croazia. A ribadirlo è stato il ministro del Turismo e dello Sport Nikolina Brnjac in apertura del Congresso sullo sviluppo sostenibile del turismo medicale svoltosi a Osijek. Il turismo medicale rappresenta una grande risorsa che permette di diversificare l’offerta turistica facendo diventare la Croazia una destinazione attraente per i vacanzieri durante tutto l’anno. La Croazia ha una ricchezza di risorse e un territorio che in ogni Regione si presta a offrire le cure necessarie da parte di un personale sanitario preparato. Senza dimenticare che la tradizione del benessere in Croazia ha radici molto lontane. Oltre a Zagabria, l’eccellenza sanitaria croata spicca nella Regione litoraneo-montana, dalle sue isole alla Città di Fiume, ma anche in Istria, Dalmazia e Lika.
L’appuntamento a Osijek, che ha visto la partecipazione di imprese e istituzioni operanti nel settore del turismo sanitario, si è avvalso del patrocinio del Ministero della Sanità, del dicastero del Turismo e dello Sport, del Ministero dello Sviluppo regionale e dei Fondi europei nonché della Città di Osijek e della Regione di Osijek e della Baranja. “Non possiamo essere soddisfatti con i numeri attuali relativi ai ‘villeggianti sanitari’. Ci occuperemo maggiormente di questo comparto attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha fatto sapere il ministro del Turismo e dello Sport.
Ricorderemo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza è il documento che ciascuno Stato membro dell’Unione ha redatto e in cui sono descritti gli obiettivi di policy, le riforme e gli investimenti che si intendono realizzare grazie ai fondi europei messi a disposizione dal Next Generation EU, strumento messo in atto da Bruxelles per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19. “In Croazia soggiornano attualmente circa 250mila turisti che hanno scelto il nostro Paese per le cure sanitarie. È una cifra troppo bassa e dunque non possiamo certo essere soddisfatti. Assicureremo fondi da indirizzare al turismo medicale dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha dichiarato NIkolina Brnjac. Ha aggiunto come le sorgenti geotermali in Slavonia rappresentino una delle potenzialità di sviluppo del turismo sanitario. Lunghi secoli di attività hanno dato vita a piccole faglie sulla crosta terrestre, dalle quali sono emerse le acque termali provenienti direttamente dalle viscere del nostro pianeta. In tutta Europa ci sono decine di sorgenti geotermali che sono ben presto diventate vere e proprie attrazioni turistiche, grazie alle innumerevoli proprietà benefiche dei minerali in esse disciolti. Ed è anche su questa carta che la Croazia vuole puntare. Lo zupano della Regione di Osijek e della Baranja Ivan Anušić, intervenendo al Congresso sullo sviluppo sostenibile del turismo medicale, ha annunciato che la sua Contea ha portato a termine uno studio relativo alle potenzialità geotermali. Concludendo, la combinazione in Croazia di un clima mite mediterraneo-continentale e di una facile raggiungibilità da tutte le parti d’Europa rende il Paese una meta ideale per le cure mediche, per tutto l’arco dell’anno.

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