Turismo. Ripartenza con il piede giusto

Colonne ai caselli di Lučko (Zagabria) in direzione del mare

Se il buongiorno si vede dal mattino c’è da essere soddisfatti. Il primo importante test stagionale è stato brillantemente superato, per cui gli auspici sono dei migliori. Il ponte festivo in occasione del Corpus domini – festività nazionale in Croazia celebrata il 3 giugno – ha fatto registrare i primi incolonnamenti di veicoli diretti verso le località di villeggiatura per la gioia degli operatori turistici. A concedersi qualche giorno di riposo sono stati non soltanto i vacanzieri nazionali ma anche quelli con passaporto straniero. Infatti, giovedì, stando al sistema eVisitor, lungo la costa adriatica i villeggianti erano circa 125mila, di cui 110mila provenienti dall’estero. Cifre, queste, che fino a domani, domenica, potrebbero aumentare ulteriormente. Già ieri l’altro sulle principali viabili che conducono alle località di mare si potevano notare numerose automobili immatricolate all’estero. Il mese di giugno, dunque, è partito alla grande e molto meglio rispetto a un anno fa, quando in detto periodo in Croazia soggiornavano soltanto 37mila turisti. Ora il numero dei vacanzieri è tre volte maggiore rispetto al 202,0 ma siamo ancora lontani dai risultati del 2019, anno che ha preceduto l’inizio della pandemia da Covid-19. Agli inizi di giugno di due anni fa, anno record per il settore dell’industria dell’ospitalità croata, si contavano addirittura 256mila villeggianti. Nelle prossime settimane e poi durante luglio e agosto di quest’anno gli operatori turistici auspicano di portare a casa risultati soddisfacenti. I massimi rappresentanti del settore turistico in Croazia sono convinti che nel 2021 verrà realizzato almeno il 60 per cento dei 20,7 milioni di presenze e dei 108 milioni di pernottamenti avutisi nel 2019. L’anno scorso in Croazia hanno soggiornato soltanto 7,7 milioni di ospiti, che hanno realizzato la metà del numero di pernottamenti registrati nell’anno dei record per il turismo nazionale.
Per quanto concerne i 125mila vacanzieri presenti attualmente in Croazia, va detto che la maggior parte di loro, ossia 51mila, ha scelto di trascorrere un periodo di riposo in Istria. Nel Quarnero, invece, soggiornano 22mila ospiti mentre nelle Regioni spalatino-dalmata e zaratina ce ne sono circa 15mila. Per quanto riguarda, invece, la graduatoria dei villeggianti più numerosi, al primo posto troviamo i tedeschi (55mila), seguiti dagli austriaci (16mila) e poi ci sono polacchi, sloveni e cechi.
Il presidente dell’Associazione croata del turismo, Veljko Ostojić, non fa mistero del suo ottimismo, seppure con un pizzico di cautela che in questi casi non guasta mai. “In questo momento le prenotazioni per luglio, agosto e settembre sono molto buone. Per alcune tipologie di alloggio sono addirittura al livello del 2019, antecedente alla pandemia; quindi è evidente che se nelle prossime settimane non succederà qualcosa d’imprevisto, i risultati della stagione turistica dovrebbero essere a metà strada tra quelli del 2019, anno record, e del 2020. Sono convinto che saremo più vicini al 2019 che non al 2020, anno segnato in profondità dalla pandemia”, ha dichiarato Veljko Ostojić. Il presidente dell’Associazione croata del turismo è comunque dell’opinione che la battaglia tra i mercati mediterranei per attirare i vacanzieri sarà senza esclusione di colpi. In altri termini all’apice della stagione non si esclude una guerra dei prezzi, ovvero una corsa al ribasso per essere quanto più competitivi. Inoltre Veljko Ostojić teme che le decisioni di singoli Paesi relative al regime dei viaggi non saranno imperniate completamente su motivazioni di ordine epidemiologico. Quello che conta è che la Croazia faccia la sua parte, ossia riesca a rimanere zona verde almeno fino a ottobre. E naturalmente che ci sia una strategia valida di comunicazione che faccia capire ai potenziali turisti che in Croazia il tema della sicurezza è prioritario. Che sia così lo evidenzia anche la campagna vaccinale. L’immunizzazione degli operatori turistici volge lentamente al termine. Così in Istria, ha rilevato ancora il presidente dell’Associazione croata del turismo su circa 15mila operatori ben 10mila, ossia il 60 p.c., sono già stati vaccinati. Quello dell’immunizzazione dei dipendenti dell’industria dell’ospitalità, secondo Veljko Ostojić, è forse il segnale più importante che si può inviare sui mercati dai quali giunge tradizionalmente il maggior numero di vacanzieri. Se tutto andrà bene da quest’ottica, se non ci saranno misure restrittive in tema di viaggi da parte di qualche Paese, allora il successo della stagione turistica sarà assicurato. Perché, come ha sottolineato Veljko Ostojić, “siamo la più vicina e la più sicura destinazione mediterranea”.

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