Turismo. La Croazia in cerca di lavoratori stagionali

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Turismo. La Croazia in cerca di lavoratori stagionali

La Croazia ripone tantissima fiducia nella prossima stagione turistica, il cui via ufficiale sarà dato tra pochi giorni con l’arrivo di Pasqua e, si spera, di numerosi villeggianti stranieri. Nonostante la guerra e l’inflazione galoppante, gli operatori turistici confidano in ottimi risultati, che potrebbero anche raggiungere e, addirittura superare, quelli registrati nel 2019, anno in cui sono stati spazzati tutti i record di presenze. Però, il settore turistico-alberghiero croato sta facendo i conti con la mancanza di manodopera e negli ultimi mesi è scattata una vera e propria caccia al lavoratore stagionale. In questo senso le catene alberghiere, i bar e i ristoranti hanno dovuto estendere la propria ricerca all’estero per far fronte a questa carenza, che rischia di compromettere gli affari. Un altro problema è rappresentato anche dalla lentezza della burocrazia. La Croazia, infatti, non ha ancora velocizatto la procedura di rilascio dei permessi di lavoro per gli stranieri e nonostante la scorsa settimana sia stata presenta un’app per la consegna online delle richieste, secondo le prime impressioni sembra che non aiuterà gli operatori turistici.

Innanzitutto, è stata avviata troppo tardi, poiché gli albergatori e i ristoratori hanno avviato i preparativi per la stagione turistica già a inizio anno, mentre l’app servirà soltanto per le consegna delle richieste per il rilascio dei permessi di lavoro per gli stranieri che trascorreranno in Croazia soltanto tre mesi. Per coloro che invece dovrebbero rimanere a lavorare per un periodo più lungo, bisogna affidarsi alle procedure in vigore finora, ossia bussare da porta a porta e presentarsi ai vari sportelli.
Com’è stato spiegato al lancio dell’app, i datori di lavoro possono presentare le richieste in questione dal 7 aprile e la pratica dovrebbe essere risolto entro 15 giorni, ma molti temono che questa promessa non sarà mantenuta, poiché i funzionari del Ministero dell’Interno addetti al rilascio dei permessi di lavoro non sono stati addestrati adeguatamente, mentre in alcune località soprattutto sulla costa il loro numero è così esiguo che difficilmente si riuscirà a rispettare il periodo di 15 giorni per il rilascio dei permessi necessari. A livello nazionale, infatti, il personale amministrativo incluso nel rilascio dei documenti per gli stranieri ammonta non supera le 350 unità ma, come dicevamo, in Dalmazia la situazione è molto difficile. Così, ad esempio, nella Regione di Ragusa (Dubrovnik) e della Neretva (Narenta) sono soltanto 17 gli impiegati destinati a questo lavoro. Non va meglio nemmeno in Istria, negli uffici del Ministero degli Interni ci sono soltanto 25 i funzionari che si occupano del rilascia dei permessi agli stranieri, oltre a svolgere altre mansioni. In questo senso, la situazione più preoccupante si registra a Rovigno, seconda destinazione turistica istriana per numero alloggi, la procedura di rilascio dei documenti necessari agli stranieri per lavorare nel settore turistico-alberghiero dura anche fino a sei settimane. Va molto meglio a Parenzo, dove secondo fonti sentite dallo Jutarnji list, bastano dieci giorni per il rilascio del permesso di lavoro.
“Siamo contenti che si stia muovendo in questo senso e sicuramente l’app lanciata pochi giorni fa offrirà una soluzione più veloce – ha commentato Veljko Ostojić, direttore dell’Associazione croata del turismo (HUT) -. Però, il problema è rappresentato che l’app serve soltanto per gli stranieri che lavoreranno in Croazia fino a tre mesi, anche se tutti sanno che nel nostro settore c’è bisogno di personale che lavorerù per un periodo più lungo. Comunque sia, tutto il processo sarà molto più flessibile, poiché i datori del lavoro nel turismo anche quest’anno spesso decideranno di prendere una decisione sulle assunzioni all’ultimo minuto e, quindi, servirà reagire in modo veloce“, ha concluso Ostojić.

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