Turismo. La crisi ha lasciato il segno

Il valore delle azioni di Arena Hospitality Group, Maistra, Valamar e Plava laguna è sceso grossomodo del 30 p.c.

Nonostante la crisi, l’Arena Hosiptality Group ha continuato con gli investimenti. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Economia nei guai, costretta a ripartire magari non proprio da zero, ma certamente poco distante dalle linee di partenza. A spingere tutti un po’ indietro il Covid-19 e la serie di misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi della pandemia. C’è chi ha chiuso e cautamente riaperto e ripreso. Altri hanno cautamente riaperto a attendono di riprendere. Il settore turistico, ad esempio. Che non può o non potrebbe sopportare altri tempi di ripresa. Già si è visto polverizzare la pre-stagione con la prova del nove che è la Pasqua. Quest’anno a metà aprile e quindi, potendo partire non ci sarebbe fermati fino ad ottobre. Pasqua persa, dunque. Così come è andato a farsi friggere maggio. Giugno, si vedrà. I campeggi stanno respirando forse un po’ più leggeri; gli alberghi hanno dovuto prendere una serie di accorgimenti per garantire le misure del caso. C’è chi ha aperto le porte di alcuni alberghi, per tastare il polso alle presenze. Se maggio era stato cancellato alla grande, con disdette a raffica, per giugno i vacanzieri avevano voluto attendere. La seconda metà di giungo, per la precisione: la prima metà risulta parecchio bucherellata.
Come sarà la stagione? A million dollar question. Domanda da un milione di dollari. Data per spacciata, i lamenti che si udivano al suo capezzale stanno diventando fievoli sospiri di speranza. Forse non tutto è perduto. Non sarà com’è stato o come sarebbe potuto essere in una condizione di mancato incontro con il virus che viene da Est, ma qualcosa lo si potrà pure ricavare.
Cadute e risalite
L’incertezza delle presenze e quindi dei guadagni, ha indebolito le azioni delle aziende alberghiere. Abbiamo paragonato lo stato di salute del portafogli di alcune alberghiere della Regione. Fermo restando che nel caso la questione di soldi è assolutamente ballerina: basta un colpo di tosse e si scende, basta una settimana di sole e tutto esaurito e si sale. Dicevamo stato pre e (più o meno) post coronavirus. Vediamo, allora, il battito cardiaco il 1.mo febbraio e il 22 maggio (venerdì, quindi; ultimo giorno lavorativo per la Borsa).
Arena Hospitality Group. O, se è più semplice individuare l’oggetto del nostro leggere, ex Arenaturist. Il 1.mo febbraio (anzi, 4, sempre per la faccenda del chiuso per weekend) le azioni erano quotate a 382 kune, Il 21 febbraio avevano toccato il massimo di questo periodo raggiungendo il valore di 388 kune a titolo. Poi, piano piano la discesa: 360-358-328… Era il 9 marzo. Dopo I titoli sarebbero scesi sotto le 300 kune. Dal primo tuffo a venerdì, una dozzina di volte l’azienda ha dovuto rispondere alla Borsa in merito alla variazione del valore dei titoli – prassi normale, anzi dovuta, questa della Borsa di verificare quanto stia succedendo. Ogni risposta era alla carta carbone: oltre alla pandemia da Covid-19, non si era a conoscenza di altri fattori che avessero potuto incidere sul valore delle azioni. Che andando un po’ su e un po’ giù, hanno toccato il minimo (per il periodo preso in esame), il 23 marzo, quando il prezzo più basso versato era stato pari a 187 kune a titolo. Risalendo la china con un po’ di speranza nello zaino, il 22 maggio la orsa aveva chiuso con le azioni ARNT a 256 kune. Il tuffo più profondo si era avuto il 12 marzo, quando i titoli avevano perso il 20 p.c. La risalita più consistente è stata registrata il 18 maggio, con un +5,93 p.c.
Un’altalena di numeri
Com’è andata in casa Maistra? Qualche colpo di tosse l’ha avuto. Valore delle azioni 310 kune a inizio febbraio, 240 il 20 maggio. L’ultima volta che il valore ha superato quota 300 è stato il 25 febbraio, quando già si faceva sentire un certo disagio di portafogli. Lo scivolone più consistente si è avuto il 16 marzo, quando la Borsa ha chiuso con le azioni MAIS a -17,74 p.c. La ripresa più consistente è datata 14 maggio, con + 6,48 p.c. Nel mezzo, un’altalena di numeri.
Un po’ di raffreddore anche in casa Plava Laguna, che da 1.740 kune ad azione del 3 febbraio, è scesa 1.280 del 22 maggio. A dire il vero il tetto di venerdì + stato di 1.320, ma ha chiuso alle 1.280 di cui abbiamo detto. Il giorno delle lacrime il 9 marzo, con -8,86 e poi il 30 aprile con -8,89. Tranquillità e cauto sorriso il 6 aprile, per un gustoso + 10,24 p.c. Ma anche qui si è andato, di giorno in giorno, navigando tra perdite e riprese.
In attesa dell’estate
E chiudiamo con la Valamar. Avete indovinato. Anche qui la crisi ha lasciato il segno: 37,7 kune un’azione agli inizi di febbraio, e dopo un su e giù, venerdì si è andati a casa a 25. Anche per queste azioni ci sono stati una decina di blocchi per capire che cosa stesse succedendo con la volatilità del valore dei titoli. Ancora una volta, tutto riconducibile al Covid-19. La caduta più dolorosa, il 9 marzo, con -16,23 p.c. e poi il 12 marzo con 14,17 p.c. Batticuore per la risalita, il 13 marzo, quando i titoli hanno registrato +10,68 p.c. Poi, come succede in Borsa, alcuni giorni no si sono mangiati la ripresa. Ma così vanno le finanze. Terremo d’occhio i titoli turistici nel futuro più prossimo. Vedremo che estate sarà.

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