Bonus vacanze. Il grande flop della CRO card

In Istria è ancora tempo di sole e mare: la spiaggia di Valcane, a Pola. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Saranno pronte il 1.mo luglio le CRO card, tessere prepagate in stile carte di credito i cui fondi andrebbero spesi per i servizi turistici da consumare esclusivamente in Croazia. Era stato indicato che la Banca postale croata (Hrvatske poštanska banda-HPB) ne avrebbe emesso 40mila e che avrebbero avuto una durata di 4 anni. Il progetto del Ministero del Turismo, teso a salvare una parte della stagione grazie ai turisti nazionali, è destinato a un colossale flop. Buona parte degli imprenditori privati, messi alle strette dalle difficoltà derivanti dalla pandemia da coronavirus, hanno già scartato la possibilità di acquisto delle card salva-turismo. Anche il settore pubblico (polizia, insegnanti, medici) ha rigettato il progetto rifiutando che il “bonus ferie” venga pagato tramite le CRO card. I sindacati del settore pubblico hanno poi trovato un accordo col governo per 1.500 kune di bonus ferie (200 euro circa) da versare sui conti corrente dei dipendenti,  ma non come bonifico sulla  CRO card.
In un sondaggio condotto fra gli imprenditori privati croati il 90% ha rifiutato la possibilità di aderire al progetto CRO card, e tramite il loro rappresentante di associazione, si sono chiesti chi finanzia la realizzazione di 40mila card salva-turismo: il Ministero? l’HPB? In ogni caso non esistendo una lista di aziende che usufruiranno delle CRO card per il bonus ferie, a pochissimo dalla data annunciata per il loro lancio, tutto quanto assume le sembianze di una bolla di sapone.

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