Tunnel M. Maggiore (Učka), riaperta la prima canna: moderna e sicura

Torna in funzione la prima galleria dopo la ricostruzione: Plenković annuncia nuovi progetti

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Tunnel M. Maggiore (Učka), riaperta la prima canna: moderna e sicura
Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Dopo un anno di lavori di ricostruzione, è stata riaperta al traffico la vecchia canna del tunnel sul Monte Maggiore (Učka). L’intervento, costato 25 milioni di euro, si è reso necessario per adeguare la struttura agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea per i tunnel stradali della rete transeuropea più lunghi di 500 metri.

“Oggi è una grande giornata: la galleria è una strada pulsante. Da ora da Fiume a Pola si arriverà in un’ora. È una notizia straordinaria per tutti”, ha dichiarato il premier Andrej Plenković durante la cerimonia di inaugurazione.

Il presidente della Regione istriana, Boris Miletić e il suo omologo della Regione litoraneo-montana, Ivica Lukanović, hanno dato il via alla nuova era del tunnel sul Monte Maggiore. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Il primo ministro ha ricordato che la politica del governo punta a uno sviluppo equilibrato di tutte le regioni e ha annunciato il completamento, entro il 2026, dei 12 chilometri che collegano il tunnel a Mattuglie (Matugli) con ulteriori investimenti nei viadotti del Canale di Leme (Limska draga) e sul ponte Quieto (Mirna).

Plenković ha sottolineato come il progetto dell’Ipsilon istriano rappresenti una delle più grandi operazioni infrastrutturali del Paese: 200 milioni di euro per la nuova canna, 22 milioni per la ristrutturazione della vecchia e altri 200 milioni per la sezione rimanente verso Mattuglie. “È un chiaro segnale della volontà dello Stato di portare a termine il completamento della Ipsilon istriana e, in prospettiva, di trasformarlo in una vera e propria ‘X’ istriana con l’estensione fino ad Albona (Labin)”, ha aggiunto, citando il partenariato pubblico-privato con la società francese Bouygues come modello di successo da replicare.

Lavori complessi

Il nuovo assetto del traforo rappresenta una svolta per la viabilità regionale. Dopo l’apertura della seconda canna, avvenuta il 13 settembre dello scorso anno, entrambe le gallerie erano state inizialmente utilizzabili per un mese, per poi chiudere la vecchia galleria in modo da rinnovarla e modernizzarla a fondo.

La galleria, inaugurata negli anni ’80, non rispondeva più agli standard di sicurezza europei previsti dalla Direttiva 2004/54/EC, che stabilisce i requisiti minimi per i tunnel della rete transeuropea più lunghi di 500 metri.

I lavori hanno riguardato tutti i principali sistemi: dalla ventilazione alla nuova illuminazione, dai sistemi di videosorveglianza e comunicazione agli impianti antincendio, fino alla realizzazione di nuovi passaggi di evacuazione. È stato inoltre completato un arco di rinforzo in calcestruzzo armato nella zona più fragile del tracciato, completamente rinnovata la pavimentazione, la rete idrica e di drenaggio, oltre all’installazione di segnaletica e impianti tecnologici di ultima generazione.

Un’attenzione particolare è stata riservata alla protezione della falda acquifera che attraversa il tunnel: i lavori si sono svolti sotto rigidi protocolli ambientali per garantire la sicurezza delle acque potabili.

Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Sfide ingegneristiche

La ricostruzione ha dovuto affrontare due difficoltà principali: la continuità del traffico e le condizioni geologiche complesse. Il tunnel, infatti, si trova su una delle arterie più trafficate dell’Istria e non poteva essere completamente chiuso. Allo stesso tempo, il terreno di natura flyschoide (rocce sedimentarie che a contatto con l’acqua tendono a gonfiarsi) causava deformazioni del manto stradale. La soluzione è stata la costruzione di un robusto svincolo di fondazione in cemento armato che stabilizza il terreno.

Il raddoppio del tratto Mattuglie (Matulji) – tunnel Učka migliorerà l’accessibilità dei villaggi circostanti, aumenterà la sicurezza e la capacità della rete, che oggi sostiene oltre 10.000 veicoli al giorno, con picchi estivi di oltre 18.000. Sono inoltre previsti interventi contro l’inquinamento acustico e sistemi di drenaggio chiuso per minimizzare l’impatto ambientale.

Fiume-Pola in meno di un’ora

Con l’attivazione delle due canne, il tempo di percorrenza fra Pola e Fiume scenderà a circa un’ora, destinato a ridursi ulteriormente una volta terminati i lavori sul tratto autostradale di 10,5 chilometri che collega il tunnel a Mattuglie (Matulji). Sono inoltre in corso la costruzione di un ponte sulla valle del fiume Quieto (Mirna) e di un viadotto sul Canale di Leme (Limska Draga). Una volta completate queste opere, l’Ipsilon istriano sarà interamente realizzato a profilo autostradale. In questo senso i tempi previsti per la conclusione dell’opera è la fine del 2026 o l’inizio del 2027.

Le due canne del traforo sul Monte Maggiore (Učka). Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Le autorità stanno già pianificando un ulteriore prolungamento verso Albona (Labin), che trasformerebbe l’attuale Y in una X, completando così la rete infrastrutturale dell’Istria.

Il tunnel sul Monte Maggiore, inaugurato nel 1981, rappresenta da oltre quarant’anni la porta d’accesso principale tra l’Istria e il resto della Croazia. Con i suoi oltre 5 chilometri di lunghezza, al momento dell’apertura era una delle infrastrutture stradali più moderne della ex Jugoslavia.

Negli anni ha garantito lo sviluppo turistico e commerciale dell’Istria, diventando un collegamento vitale non solo per il traffico locale ma anche per il turismo internazionale.

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