Tunnel Kozjak, abbattuto l’ultimo diaframma

Il progetto collegherà l’entroterra dalmata con Spalato e Castelli. Il ministro Butković: «Momento storico, uno dei più grandi progetti infrastrutturali della Croazia»

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Tunnel Kozjak, abbattuto l’ultimo diaframma
Foto: Zvonimir Barisin/PIXSELL

Nel cantiere del tunnel Kozjak, nei pressi dello svincolo di Vučevica, si è svolta la cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria lunga 2,5 chilometri, la prima sezione chiave del più ampio progetto infrastrutturale denominato “Nuovo ingresso a Spalato”, che prevede il collegamento tra lo svincolo di Vučevica sull’autostrada A1, il tunnel Kozjak, lo svincolo sulla strada statale DC8 e il porto di Spalato, per la precisione il terminal traghetti. La canna principale del tunnel Kozjak è lunga 2,5 chilometri, ed è prevista anche una strada di collegamento fino ai Castelli spalatini (Kaštela). Il tunnel Kozjak collegherà l’autostrada A1 e l’entroterra con il futuro Ponte di San Doimo ai Castelli spalatini. Si tratta di un’importante opera infrastrutturale del valore superiore a 120 milioni di euro. L’obiettivo del progetto è ridurre di circa 20 chilometri il percorso verso Spalato, evitando i congestionati accessi orientali alla città.
Alla cerimonia ha partecipato il vicepremier e ministro del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture, Oleg Butković. “Questo è un momento storico. Si tratta di uno dei più grandi progetti infrastrutturali della Croazia. Con il completamento dello scavo della galleria del tunnel si conclude la prima fase del progetto, che sarà finanziata con fondi europei. Resta ancora da realizzare il collegamento con la strada statale D8”, ha dichiarato.
Il presidente della Regione di Spalato e della Dalmazia, Blaženko Boban, ha dichiarato parlando ai media di essere “felice, e devo ammettere che le emozioni mi hanno un po’ sopraffatto dopo la realizzazione di questo progetto”, aggiungendo, dato “che questo rappresenta il secondo ingresso per la seconda città della Croazia”.
“Se guardo alle città costiere che hanno due, tre o più ingressi, allora Spalato merita in ogni caso un ulteriore accesso. A questo titolo, questo progetto è di particolare importanza sia per la città di Spalato e la sua Regione, sia per i turisti. Qui vicino c’è anche l’aeroporto, per non parlare poi del ritorno e del quadro demografico, ovvero del rientro dei giovani nell’entroterra dalmata”, ha sostenuto Boban.

I lavori proseguono
Il direttore dell’impresa Hrvatske ceste (Strade croate), Ivica Budimir, si è detto soddisfatto di come si sia concluso lo scavo del tunnel. Adesso ci attende, ha continuato, il ponte sul golfo dei Castelli spalatini (Kaštela) e confida che le città di Spalato e Castelli approveranno rapidamente le varianti al piano regolatore, dopodiché si potrà procedere con il progetto. Ha ricordato che questa tratta inizia sull’autostrada A1 e termina nel porto di Spalato, motivo per cui si sono dovuti attivare su più fronti.
“In questo progetto, a partire dal collegamento con la strada statale D8 per una lunghezza di quattro chilometri, ci sono alcune difficoltà poiché l’iter per l’ottenimento del permesso di costruzione si è prolungato. Ci sono stati dei malumori riguardo a quel tracciato, quindi non abbiamo potuto prendere possesso delle aree per dimostrare l’interesse legale. La questione si sta risolvendo ora e spero che in tempi brevi otterremo il permesso di costruire per proseguire i lavori. Anche questa parte è stata appaltata all’azienda cinese “China Road and Bridge Corporation”, ha dichiarato Budimir.
I giornalisti hanno chiesto come sia possibile che sul tracciato della futura strada si trovino cinque ville legalizzate (condonate) che, come annunciato da Budimir, dovranno essere demolite; a riguardo ha risposto che alcune di esse sono state condonate ma anche ampliate abusivamente, mentre altre sono totalmente abusive, aggiungendo che “chi di dovere se ne sta occupando”.
Interpellato sui 300 terreni da espropriare, Budimir ha risposto che ne sono stati acquistati solo un centinaio, dai proprietari di altri 100 terreni è stato ottenuto il consenso, mentre restano circa cento particelle sulle quali dovranno fare ingresso con la polizia e le guardie giurate.

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