Tunnel del Monte Maggiore. Via libera al raddoppio

L’imbocco quarnerino del traforo. Foto: Goran Žiković

Seduta storica oggi ai Banski dvori per l’Istria e il Quarnero. La costruzione della seconda galleria del Tunnel del Monte Maggiore ha ottenuto il via libera definitivo dell’Esecutivo. Più correttamente il governo ha approvato la sesta modifica al Contratto di concessione per il finanziamento della costruzione, della gestione e della manutenzione dell’Autostrada adriatica, ossia delle tratte Dragogna-Pola e Canfanaro-Pisino-Mattuglie dell’Ipsilon istriana. Una decisione che il primo ministro Andrej Plenković ha definito “importante”.
In altre parole ciò significa che la Repubblica di Croazia, nella sua veste di fornitrice della concessione e la Bina Istra nel suo ruolo di concessionario dell’Ipsilon istriana ora possono stipulare il contratto attinente all’avvio dei lavori di raddoppio della tratta Vragna/Vranja-Tunnel del Monte Maggiore (Portale Quarnero). Quest’ultima (lunga circa otto chilometri), si ricorda, prevede anche la realizzazione del secondo traforo del Monte Maggiore (5,63 chilometri). Il ministro del Mare, dei Trasporti e dell’Infrastruttura, Oleg Butković, ha detto che il progetto prevede anche la realizzazione di una nuova area di sosta sul versante litoraneo-montano dell’Ipsilon istriana, nonché l’equipaggiamento della nuova infrastruttura e il suo allacciamento alla rete viaria esistente.
Oltre alla seconda galleria del traforo che collega l’Istria al Quarnero, lungo la tratta in questione dovranno essere costruiti il nuovo svincolo di Vragna (nei pressi di Lupogliano), due cavalcavia, una connessione stradale sopra entrambi gli imbocchi istriani del Tunnel del Monte Maggiore, tre nuove barriere autostradali e una nuova caserma dei Vigili del fuoco della Bina Istra (versante istriano).
Il valore dei lavori in questione è stato valutato attorno ai 1,5 miliardi di kune. L’importo dovrà essere reperito dalla Bina Istra. La realizzazione della tratta Vragna-Tunnel del Monte Maggiore dovrebbe essere completata nell’arco di tre anni dall’inizio dei lavori. Nel cantiere dovrebbero essere impegnati contemporaneamente una media di 500 operai e tecnici. Il giro d’affari connesso al progetto è tale che il medesimo dovrebbe far lievitare dello 0,5 p.c. il PIL croato, generando un gettito fiscale di circa 680,6 milioni di kune.
Butković ha spiegato che l’Ipsilon istriana rimarrà affidata in concessione per ulteriori cinque anni, al più tardi fino al 15 giugno 2039, alla Bina Istra. Successivamente l’Ipsilon istriana, nella cui realizzazione il concessionario ha investito finora 5,7 miliardi di kune (7,2 miliardi se s’include il valore della tratta Vragna-Tunnel del Monte Maggiore), tornerà allo Stato.

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