La Croazia si trova per la prima volta nel mirino della nuova politica estera americana guidata da Donald Trump. Secondo le informazioni fornite dal Tg di Nova TV, il processo di adesione della Croazia all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) è stato almeno temporaneamente bloccato. Il motivo principale è la disputa commerciale tra gli Stati Uniti e l’Unione europea, ma non è l’unico ostacolo nei rapporti tra Croazia e Usa, che potrebbero complicarsi ulteriormente a causa delle nuove dinamiche provenienti dalla Casa Bianca.
La Croazia aveva già chiuso le discussioni di adesione in 19 dei 25 comitati dell’Ocse e stava avanzando nei negoziati più velocemente del previsto. Tuttavia, al momento della discussione nel comitato per il commercio, è arrivata una battuta d’arresto: il voto è stato rinviato a tempo indeterminato per decisione di uno dei principali alleati dell’Ocse.
“Il voto nel comitato per il commercio avrà luogo quando le condizioni lo permetteranno. Stiamo lavorando con i partner americani e con l’OCcse su tutte le questioni relative alla nostra adesione”, ha dichiarato Zdenko Lucić, segretario di Stato del Ministero degli Affari esteri ed Europei della Croazia.
Gli Stati Uniti hanno dunque deciso di frenare il processo, e in via ufficiosa il motivo principale sembra essere la questione dei dazi doganali. La Croazia rischia di diventare una vittima collaterale della guerra commerciale tra USA e UE, intensificatasi con il ritorno di Trump alla presidenza.
Nonostante questi ostacoli, il governo croato rimane fiducioso. “Abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma vogliamo concludere le discussioni nei sei comitati rimanenti entro la fine dell’anno. Per ora tutto procede secondo i piani e il nostro obiettivo resta l’adesione all’OCSE entro metà del prossimo anno”, ha spiegato Lucić.
Tuttavia, il processo di adesione all’Ocse non è l’unico nodo nei rapporti tra Stati Uniti e Croazia. Anche l’accordo per evitare la doppia imposizione fiscale, che sembrava ormai imminente, continua a non essere affrontato dalle autorità americane.
Il senatore repubblicano David Joyce, che segue da vicino le relazioni con la Croazia, ha spiegato: “Purtroppo il problema è stato nel Congresso e nei cambiamenti avvenuti nel nostro Dipartimento del Tesoro. Quando la questione è stata sollevata per la prima volta nel 2022, c’era un’amministrazione che non era particolarmente interessata ad affrontare il problema”. Tuttavia, Joyce si dice ottimista e promette che con l’amministrazione Trump le cose cambieranno, lodando gli sforzi diplomatici croati.
“Fin dall’inizio hanno lavorato a stretto contatto con me per farmi comprendere la loro posizione e risolvere finalmente questa questione una volta per tutte”, ha dichiarato Joyce.
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