Truffe al 3. maj. Danni per 1,5 miliardi di kune?

La Polizia ha sporto denuncia nei confronti di undici ex dirigenti del Gruppo Uljanik e della Jadranbrod per abuso di potere

Secondo gli inquirenti il processo di ristrutturazione del cantiere fiumano sarebbe stato contraddistinto da una serie di malversazioni

Dopo gli arresti di vari dirigenti del Gruppo Uljanik e del 3. maj, avvenuti nella primavera del 2019, la Polizia ha ora, dopo ulteriori indagini e accertamenti, sporto altre denunce penali. Sotto i riflettori è finito il processo di ristrutturazione del cantiere navale fiumano 3. maj. In quest’ambito sono state denunciate dalle forze dell’ordine alla magistratura undici persone responsabili del Gruppo Uljanik e della Cantieristica coata-Jadranbrod. Sono sospettate di essersi macchiate addirittura di 26 reati, con tutta una serie di macchinazioni e abusi di potere. Allo stabilimento navalmeccanico di Cantrida, quale soggetto che doveva sottostare alla ristrutturazione, sarebbero stati causati danni finanziari superiori ai 900 milioni di kune. A essere danneggiato sarebbe stato pure lo Stato che aveva concesso finanziamenti per l’operazione di ristrutturazione del cantiere.

 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli ex vertici del Gruppo Uljanik e della Jadranbrod avrebbero causato allo stabilimento navalmeccanico e allo Stato un danno economico complessivo superiore a 1,5 miliardi di kune.

“Gli agenti dell’Ufficio nazionale di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, come pure quelli dell’Ufficio fiumano, hanno condotto due indagini aggiuntive, in base al mandato del Tribunale regionale di Fiume, in merito alla ristrutturazione del cantiere navale di Fiume, 3. maj. Al termine dell’indagine si è manifestato il sospetto che 11 persone che lavoravano nell’ambito di una ditta con sede a Pola, abbiano commesso un totale di 26 crimini”, si legge nel comunicato emesso dalla Direzione della Polizia.
Si tratta di reati riferiti all’abuso di potere in campo economico nell’ambito dei quali i sospettati avrebbero ottenuto un beneficio economico ingente, mentre dall’altro lato, per il cantiere e il Bilancio dello Stato vi sarebbe stato un danno economico sostanziale. Stando la ricostruzione questi “profitti” personali, ovvero perdite pubbliche, sarebbero stati conseguiti per il tramite di consulenze e corsi di aggiornamento del personale, svolti con prezzi fuori mercato e senza bandi pubblici per l’assegnazione dei lavori. Oltre a tutto, sono emersi anche dei presunti illeciti nel processo di ristrutturazione del cantiere fiumano, con conseguente danneggiamento della ditta stessa.

Ovviamente sono tutti innocenti fino a prova contraria, con i processi che in alcuni casi non sono nemmeno iniziati e in altri sono ben lontani dall’ultimo grado di giudizio, ma con questi nuovi elementi la vicenda connessa al 3. maj all’epoca in cui era sotto l’egida del Gruppo polese Uljanik assume sfumature nuove. Le truffe o presunte tali, durante il processo di ristrutturazione, almeno stando alle accuse, paiono sempre più evidenti.

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