Marco Skerbec, un uomo di Fiume nato nel 1992, di cui si sono perse le tracce l’8 agosto in Sud America, è stato ucciso sabato scorso a Santa Cruz, in Bolivia, insieme a Miljan Đekić (38 anni) di Niš, cittadino serbo, e Dejanče Lazarevski (43 anni), noto come “il Macedone”, che era in possesso di un passaporto bulgaro.
Secondo una fonte ben informata dello Jutarnji list, Skerbec aveva diverse identità false sotto le quali soggiornava in Bolivia. Lui, Đekić e Lazarevski si stavano recando a un incontro quando sono stati eliminati sabato scorso nei pressi della città di Santa Cruz, in Bolivia. Skerbec, considerando che era ricercato, aveva un’identità falsa ed è possibile che fosse proprio lui a possedere i documenti a nome di Vanja Milošević, poiché – ci rivela una fonte ben informata – aveva diverse identità false con cui risiedeva in Bolivia.
Era insieme a loro quando sono andati all’incontro in cui sono stati uccisi sabato scorso, nei pressi della città di Santa Cruz, in Bolivia. La polizia boliviana ha trovato i loro corpi nella cucina di una casa affittata, dopo che i vicini avevano segnalato musica ad alto volume e urla inquietanti provenienti dall’abitazione. I corpi erano avvolti in sacchi di nylon neri, molto probabilmente preparati per essere trasportati in un’altra località, secondo quanto riferito da fonti della polizia.
Gli investigatori boliviani sospettano che i tre siano stati vittima di un conflitto tra il clan Kavač e il clan Škaljari, e che il movente dell’esecuzione sia legato al traffico di cocaina. Sebbene fosse residente a Fiume, da tempo viveva in Bolivia, e la scomparsa è stata segnalata alla Questura della Regione litoraneo-montana. Si presume che, dato che la denuncia di scomparsa è stata fatta in Croazia, Skerbec fosse in contatto con la famiglia, e che la denuncia sia avvenuta solo dopo che aveva smesso di rispondere, riporta Jutarnji list.
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