Trieste. Roberti: «La forza delle pietre d’inciampo»

L’iniziativa è stata promossa dalla Comunità ebraica di Trieste in collaborazione con Comune e Regione

L'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti

“Le pietre d’inciampo, nella loro semplicità, hanno una forza incredibile. Non solo ti fanno ricordare quanto accaduto nel secolo scorso ma riescono anche a portati alla nostra attualità. Camminando per la città, si possono vedere e conoscere, infatti, i luoghi dai quali davvero le persone sono state deportate”. Questo il commento dell’assessore della Rregione autonoma Friuli Venezia Giulia alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ha partecipato in piazza Cavana a Trieste, assieme al sindaco Roberto Dipiazza, alla posa della prima delle ventuno nuove pietre d’inciampo per ricordare altrettante vittime della Shoah.
Le ‘stolpersteine’, realizzate dall’artista Gunter Demnig, sono state installate su iniziativa della Comunità ebraica di Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste e con l’autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e si vanno ad aggiungere alle 29 già posizionate nel capoluogo giuliano regionale tra il 2018 e il 2019.
“Queste pietre ti fanno immergere in quel periodo storico per farti capire – ha sottolineato Roberti – quanto terribile sia stato e quanto dobbiamo evitare che si ripeta in futuro”. Sono un “inciampo nella quotidianità per mantenere la memoria per le future generazioni” ha ricordato Shai Misan, nipote di Diamantina Israel Misan, nata a Trieste nel 1913 e deportata ad Auschwitz dove trovò la morte. “Inciampa e pensa, inciampa e dedica cinque secondi alla vita degli altri” è stato l’invito che Shai Misan ha voluto rivolgere a tutti i presenti e in particolare agli studenti del liceo classico linguistico Petrarca di Trieste che hanno partecipato numerosi all’iniziativa.

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