Tribunale. Il concerto turbo folk a Pola non s’ha da fare

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Tribunale. Il concerto turbo folk a Pola non s’ha da fare
Il Palazzetto dello sport “Mate Parlov”. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Poco importa se alle trame pseudo-orientali si innestano i beats elettronici ammorbiditi da un po’ di pop: la musica che si considera emersa dalla sottocultura balcanica e che voleva sbarcare al Palasport “Mate Parlov” di Pola, praticamente a “tradimento”, ha ottenuto il divieto definitivo dal Tribunale commerciale di Pisino, che ha deciso in merito alla richiesta fatta dalla “Hiljadarka”. Quest’agenzia dell’impresa Cimar production aveva chiesto il permesso di tenere il concerto secondo il calendario stabilito, in data 25 marzo, nonostante lo stop imposto dal sindaco di Pola Filip Zoričić. Invece, picche. Ma la magistratura, effettivamente, non ha bocciato una fattispecie di musica turbo folk come kitsch, dal valore artistico-espressivo sotto zero, spesso aggressiva e volgare, con una scena spesso ricca di iconografie erotiche che a momenti possono rasentare il pornografico.
Non ha indagato se realmente si tratti di questo tipo di proposta concertistica, diversa dal contesto della cultura popolare occidentale eurodance e nemmeno ha preso in considerazione le testimonianze date da alcuni musicisti chiamati in aula per difendere gli organizzatori e insegnare alla Corte le differenze tra i distinti generi musicali d’oggi. Il Tribunale ha semplicemente dedotto che non vi esistono i presupposti legali per intimare il noleggio forzato del Palasport a favore e a beneficio della macchina organizzatrice della Cimar in modo da consentire lo svolgimento del concerto nella data voluta. È con questa sentenza firmata dal giudice Damir Rabar che, in definitiva, le performance musicali di Duško Kuliš, Dragan Kojić, Ana Bekuta e Zorana Mićanović non potranno avere luogo sul palcoscenico del Palasport, mega-struttura pubblica gestita dalla Città per il tramite del Pula Sport.
«Zoričić: Pola è aperta»
In barba al polverone che la questione ha sollevato, rompendo il muro del suono, in casa e oltre i confini della Croazia, in Serbia, dai luoghi di provenienza della maggior parte dei cantanti, il sindaco di Pola, Filip Zoričić, resta fedele alle proprie convinzioni e ha comunicato la sua soddisfazione per la succitata sentenza. “Quello che più disturba in tutta la faccenda – ha detto pubblicamente in Rete – è il fatto che qualcuno abbia tentato di promuovere in maniera truffaldina in un ambiente di proprietà cittadina, contenuti che non aveva dichiarato. Il mio lavoro è quello di condurre e gestire una Città nella maniera che ritengo migliore. Ogni singolo ha diritto di ascoltare quel che gli pare, ma il Municipio ha piena licenza di decidere in merito a quello che s’ha da svolgere in Arena, in Teatro, al Palasport Mate Parlov o in altre sale di proprietà cittadina”. Il sindaco fa anche presente che a Pola stanno per arrivare Robbie Williams, Si imply Red, The Florence and The Machine, Imagine Dragons ed Eros Ramazzotti e altri artisti croati e stranieri; quest’anno, ricorda il primo cittadino, ci si prepara a ospitare la 70.esima edizione del Pola Film Festival e Pola è decisamente la città più aperta di Croazia. Quello che si cerca è però un rapporto di normalità, di considerazione e di rispetto delle regole e della cultura del luogo, nel qual caso, secondo il sindaco, qualsiasi genere musicale diventa poco rilevante. “Questa faccenda ci ha insegnato parecchio. Certi individui non guardano in faccia alcuno. Il nostro diritto è difendere i principi in cui crediamo. E non permetto di farmi imbrogliare.”
E adesso sul risarcimento
Chiude il sipario e il grande concerto al Palasport resterà nella memoria quale tentativo fallito? A questo punto, si direbbe di sì, ma la diatriba tra la Hiljadarka e il Municipio non finisce qui. Gli organizzatori asseriscono di essere stati danneggiati dal momento che il contratto d’affitto degli ambienti con il Pula Sport era stato comunque firmato e che migliaia di biglietti sono stati venduti. Qualora il Tribunale sarebbe stato magnanimo nel concedere l’apertura del Palasport non ci sarebbe stato nulla da rivendicare. Ma in detto caso, la denuncia nei confronti del Pula Sport resta in auge, con la pretesa di risarcimento. Si dovrebbe tornare in Tribunale, ma la difesa può mantenere sempre salde le proprie argomentazioni: al momento della sottoscrizione del contratto di nolo del Palasport, gli organizzatori avrebbero annunciato l’arrivo di un singolo cantante, sottacendo l’intenzione di portare tutta una truppa turbo folk o presunta tale.

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