Tremul scrive a Meloni e Tajani: «Consolidare l’impegno dell’Italia»

Il presidente dell’Unione Italiana ringrazia il Governo per i finanziamenti garantiti fino al 2037 e chiede un rafforzamento delle risorse dal 2028. In un comunicato, l’appello per aumentare a 5 milioni di euro annui i fondi destinati alla CNI di Croazia, Slovenia e Montenegro

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Tremul scrive a Meloni e Tajani: «Consolidare l’impegno dell’Italia»
Maurizio Tremul. Foto Roni Brmalj

Nel quadro del costante impegno dell’Italia a sostegno della Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha indirizzato una lettera alla premier italiana Giorgia Meloni, e al vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani. Di seguito riportiamo integralmente il comunicato dell’Unione Italiana, che illustra i contenuti della missiva e le richieste avanzate alle massime autorità del Governo italiano.
“Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha scritto al presidente del Consiglio dei ministri, On. Giorgia Meloni e al vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, per rinnovare, a nome di tutti gli Italiani della Croazia e della Slovenia, il ringraziamento per l’inserimento diretto nella Legge di Bilancio dello Stato italiano per il 2025, N° 207, del 30 dicembre 2024, dei finanziamenti per la Comunità Nazionale Italiana dell’Istria, del Quarnero, della Dalmazia, della Moslavina, della Slavonia e di Zagabria (di seguito: CNI) per il triennio 2025-2027, con una ulteriore previsione decennale che prevede la loro proroga fino al 2037. Si tratta di un importo di 3.000.000,00 € a valere sulla Legge N° 73 del 2001 e di 1.976.885,00 € a valere sulla Legge N° 960 del 1982. Analogamente, sono stati prorogati per il triennio 2025-2027, con una ulteriore previsione decennale di proroga fino al 2037, i fondi della Legge N° 72 del 2001 in favore degli Esuli Istriani, Giuliani e Dalmati, per un importo annuo di € 2.000.000,00. Il presidente Tremul – si legge nel comunicato stampa – ha ringraziato il senatore Maurizio Gasparri, con cui intrattiene uno stretto e amichevole rapporto di interlocuzione istituzionale, per aver fattivamente operato per il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo. Tale scelta, di fondamentale importanza e dall’alto valore etico, rappresenta un inequivocabile segnale politico e istituzionale nella riaffermazione del costante investimento strategico dell’Italia in favore della sua unica Minoranza autoctona all’estero. Il presidente dell’Unione Italiana, consapevole della grande attenzione che l’Italia rivolge alla realtà della CNI e a quella degli esuli giuliano-dalmati, ha auspicato sia rafforzato tale sostegno inserendo nella prossima Legge di Bilancio dello Stato italiano per il 2027 il rifinanziamento della legge 73/01, della Legge N° 960/1982 e ella Legge 72/01, anche per il triennio 2028-2030. Per quanto riguarda i mezzi in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia, Slovenia e Montenegro, considerato che l’attuale dotazione finanziaria è immutata dal 2020, il presidente Tremul ha chiesto sia accolta la richiesta dell’Unione Italiana affinché lo stanziamento della Legge 73/01 per il prossimo triennio 2028-2030 sia incrementato a € 5.000.000,00 annui al fine di consentire alla CNI di proseguire nella realizzazione delle sue finalità e delle sue molteplici attività e iniziative, sostenendo in maniera rafforzata l’impegno dimostrato nel percorso di rinnovamento, di apertura alla cittadinanza, al territorio d’insediamento storico e alla cooperazione europea e transfrontaliera, ai Paesi domiciliari di Slovenia e Croazia, come pure all’Italia, alla fattiva collaborazione con gli esuli e le minoranze dell’area, con progetti innovativi e all’avanguardia quale il Centro Multimediale Italiano ‘Gravisi’ recentemente inaugurato a Capodistria, istituito per la più ampia promozione culturale anche a finalità turistiche dell’immenso patrimonio culturale italiano in queste terre plurali”, conclude il comunicato.

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