Maurizio Tremul. Memoria, etica e impegno

Il messaggio augurale del presidente dell’Unione Italiana

0
Maurizio Tremul. Memoria, etica  e impegno
Maurizio Tremul Foto Goran Žiković

“Se mi guardo attorno vedo volti fidenti, volti noti, di famigliari, di amici, di conoscenti, volti e visi rassicuranti, sereni, ma anche qualche volto anche meno, o anche no.

Se alzo lo sguardo e fisso la mia attenzione al di là di dove mi trovo, ora e adesso, e anche più in là, fin dove gli occhi vedono e poi più in là ancora dove sola può l’immaginazione, le conoscenze apprese lungo il percorso di una vita di studi ed esperienze, dirette o apprese, vissute o narrate… Allora vedo esplosioni, incendi, fuochi, tuonare di armi, violenze, torture, dolore, sofferenze, grida, sangue … guerre e guerre, eccidi, genocidi, culturicidi, massacri, vendette, rancori, odio, stragi, stupri, abusi, schiavitù, morte… umanità morente…

Il machete dell’indifferenza cuce le bocche, dissolve ogni opinione anche nelle confort zone delle società borghesi e occidentali, quelle delle magnifiche sorti e progressive, quelle che aborrono l’esercizio critico che fu proprio della libertà d’espressione e di pensiero, regola fondante e fondativa della democrazia, del rispetto della dignità umana e del libero arbitrio o del pensiero divergente, creativo e innovativo, del confronto di idee sorrette da solidi argomenti da tradursi in agire, quello di operare bene, nel bene, per essere bene. Della nostra Comunità di destino di cui dovremmo essere al servizio con umiltà e fierezza, guidati da valori, ispirati da principi, segnati dall’etica dell’esistenza nel bene.

Sono nessuno nel luogo dove domina l’Io, abbandonata ogni decenza, nella spasmodica ricerca e affermazione del potere per il potere, nell’orgasmo di esercitarlo, nel disprezzo di ogni dignità umana, fino alla sua più radicale disumanizzazione.

E se ritorno al nostro piccolo mondo italiano, sparuto e a macchia di leopardo vieppiù sbiadita, in questa Istria sempre più divisa, attraverso il Quarnero e Fiume, fino alla Dalmazia e su fino alla Slavonia e alla Moslavina e fino a Zagabria, mi arrovello alla ricerca dei segni perpetui lasciati dal nostro cammino, dalla nostra presenza durante l’anno che si va chiudendo, senza gloria. Il 2025 ha visto realizzarsi molteplici attività, certamente positive, e rare novità significative tali da stupire e di gioia rallegrare: le carte da briscola istriane e Radio Chicchiricchì, la prima web Radio della Comunità Nazionale Italiana (CNI). Di levatura internazionale, invece, le novità, originali e uniche per la nostra Comunità, che hanno comportato l’aggiunta di tre nuove postazioni multimediali presso il Centro Multimediale Italiano Gravisi dell’Unione Italiana a Capodistria, realizzato dal nostro Ufficio “Europa”: la postazione su Giuseppe Tartini, frutto del Progetto europeo TARTINI BIS, ossia un cartone animato originale sulla vita e le opere del grande compositore italiano piranese; la postazione multimediale-gioco educativo-didattico di carattere su Castel Leone, frutto del Progetto europeo PRIMIS PLUS e i giochi educativi-didattici per far conoscere, diffondere e amare il bilinguismo, KISS&GO!, sia tramite giochi analogici sulla nostra cucina tradizionale, sia digitali, imperniato sul bilinguismo perché anche i baci sono bilingui. Tutti e tre progetti sono stati finanziati sul Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027. E poi il corso di Europrogettazione, articolato e approfondito e il corso di formazione imprenditoriale quale aiuto all’imprenditoria giovanile che ha richiesto un forte e serrato impegno degli aspiranti giovani imprenditori nel costruire Business Plan e Progetti imprenditoriali, che abbiamo organizzato presso l’Incubatore creativo “Istria” di Santa Lucia.
Rimarrà nella nostra memoria certamente il caloroso incontro con il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il 7 luglio 2025 a Zagabria e la storica visita del Presidente Mattarella a Capodistria, l’11 settembre 2025, assieme alla Presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar.

L’anno che si conclude purtroppo, come quello precedente, resterà caratterizzato dal vulnus che ha connotato dolorosamente il nostro presente e segnerà il nostro futuro: il colpo di mano attuato da 7 connazionali il 9 gennaio 2024 a Capodistria che ha divelto l’architettura unitaria della CNI, faticosamente costruita nei primi anni ‘90 grazie anche al determinante apporto della nostra Nazione Madre e frutto di un lungo e complesso negoziato internazionale. Una delicata ma efficace forma organizzativa che ha funzionato egregiamente fino a quando gli atti scellerati di pochi non l’hanno estirpata a forza.

Gli auguri per il Nuovo Anno per la CNI partono proprio da questa ferita: che il regista, i fautori e gli esecutori che con le loro azioni hanno messo in serio pericolo l’unità dell’Unione Italiana (UI) e l’unitarietà della CNI esprimano sincero pentimento e conversione, si ravvedano e abbiano l’onestà intellettuale di trarne le dovute conseguenze.
Auguro che amore e fede in noi ispirino le nostre gesta per ridare unità all’UI e unitarietà alla CNI, per ritornare ad essere una grande famiglia.

Auguro che le assemblee elettive delle nostre organizzazioni diventino il cuore pulsante del pensiero, il luogo dell’esercizio democratico, del confronto di idee, proposte, progetti e visioni fondate sulla forza degli argomenti che possano portare a individuare strategie a medio e lungo termine per riaffermare la nostra capacità di modellare e colorare il nostro territorio d’insediamento autoctono anche della nostra identità e creare, così, solide prospettive di sviluppo per le nuove generazioni.

Auguro che il volontariato a favore della nostra Comunità sia il primo motore delle nostre azioni, che guidi l’apporto dei giovani nella loro innovazione e creatività, che la società civile e il diritto di analisi critica costruttiva e propositiva sia riconosciuto quale valore e sia ascoltato dalle élite politiche minoritarie.

Il mio augurio è che si riprenda a fare politica, che la nostra voce torni ad essere autorevole e ritorni a cogestire il territorio, sia decisa nella difesa dei nostri diritti ed efficace nella loro promozione e nella loro compiuta, organica e sistematica attuazione.

Formulo l’auspicio che chi ricopre cariche pubbliche, per coloro che hanno perso il senso della loro missione, prendano coscienza che devono assolvere ai loro compiti a beneficio dei nostri connazionali, che si attui una azione improntata all’etica e alla trasparenza che abbia come principio assoluto l’interesse e i fabbisogni effettivi delle nostre organizzazioni, Comunità, Istituzioni, scuole che si prenda cura di ogni singolo connazionale.

Auguro un’informazione libera, affrancata da ogni condizionamento del potente di turno e delle sue disinformazioni, che racconti i fatti e produca informazione oggettiva, completa ed esaustiva, nella piena indipendenza e nel rispetto del ruolo dei media e dei giornalisti.

Auguro che i social media siano utilizzati per una discussione e un confronto di idee, costruttivo, sincero, argomentato, libero da ogni intendimento di divisioni e inimicizie, che non fomenti intolleranza e odio.

Auguro che gli appuntamenti elettorali del 2026 siano improntati alla correttezza e al rispetto delle regole. Che gli elettori sappiano discernere il grano dalla pula, votino secondo coscienza scegliendo il candidato a cui riconosca virtù e doti di rettitudine, integrità, onestà e sincerità; che sia l’etica a fare la politica e indirizzarla al bene comune. Il voto di ognuno conta, fatelo valere.

Il mio augurio finale è che si rafforzi l’orgoglio per la nostra identità, per le nostre radici, di avere cura del nostro grandissimo patrimonio culturale di cui siamo eredi, per farlo crescere e fiorire a beneficio della cittadinanza tutta. Per un nuovo umanesimo.

Il mio sogno più grande è che nel 2026 cessino le decine e decine di guerre nel mondo; che le risorse naturali siano utilizzate con parsimonia e intelligenza; che si attui una ridistribuzione delle ricchezze a beneficio di tutta l’umanità; che il rispetto e il riconoscimento reciproco di ogni religione, razza, identità culturale, linguistica, etnica, diventi il fondamento delle relazioni umane; che l’amicizia tra i popoli e le nazioni diventi così forte che tutti gli oligarchi, dittatori, magnati padroni di sconfinati patrimoni, non possano sconfiggere in alcun modo; che l’intelligenza artificiale, la tecnica e la tecnologia non ci rendano schiavi ignari; che l’indifferenza verso le ingiustizie, verso chi soffre, chi è oppresso, chi è debole e ammalato, chi è caduto e non sa rialzarsi, chi ha bisogno di aiuto, si trasformi in agire improntato al bene, per essere bene, per diventare tutti costruttori di pace.

Un radioso 2026: salute, serenità, amore…abbracci”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display