Si aggrava il bilancio della tragedia avvenuta sul fiume Sava, nei pressi di Okunšćak, nel comune di Rugvica, alle porte di Zagabria. Dopo una vasta operazione di ricerca, sono stati recuperati due corpi che, secondo le prime valutazioni della polizia, apparterrebbero a due dei tre cittadini egiziani scomparsi domenica nelle acque del fiume. Le ricerche del terzo disperso proseguono, mentre le autorità stanno ancora ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto.
L’ipotesi: entrati in acqua per fare il bagno
Secondo le informazioni finora raccolte, i tre cittadini stranieri, tutti di nazionalità egiziana, sarebbero entrati nella Sava per fare il bagno prima di essere trascinati dalla corrente. Le circostanze esatte dell’incidente sono tuttavia ancora oggetto di indagine.
Il comandante dell’Associazione dei vigili del fuoco della Regione di Zagabria, Dario Kezerić, ha ricordato come la Sava sia un corso d’acqua particolarmente insidioso, caratterizzato da forti correnti e mulinelli che possono rendere estremamente pericolosa anche una semplice balneazione.
Correnti fortissime complicano le operazioni
Le difficoltà non riguardano soltanto chi finisce in acqua, ma anche i soccorritori. Kezerić ha spiegato che già durante le prime perlustrazioni gli stessi operatori di polizia hanno incontrato notevoli problemi a causa della forza della corrente. Per questo motivo le squadre dei vigili del fuoco affiancano gli agenti durante le operazioni di ricerca, garantendo ulteriori misure di sicurezza mentre vengono ispezionati il fondale e le zone più critiche del fiume.
Impegnata anche la Croce Rossa
Alle ricerche partecipano anche gli specialisti del Servizio di salvataggio in acqua della Croce Rossa croata. Le squadre stanno perlustrando accuratamente i corridoi lungo le rive, dove la presenza di alberi, rami e vegetazione potrebbe trattenere eventuali corpi, oltre ai tratti meno profondi del fiume.
L’area interessata dalle ricerche è molto estesa e si sviluppa per circa 35-40 chilometri lungo il corso della Sava, arrivando fino al territorio della Regione di Sisak e della Moslavina.
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