Transfrontalieri, eccezioni sui tamponi?

Il deputato Felice Žiža è intervenuto al convegno nazionale sul Covid-19 promosso dal Capo dello Stato, Borut Pahor

Il tavolo della presidenza dei lavori

I vertici politici della Slovenia si sono dati appuntamento ieri a Brdo presso Kranj per fare il punto sulla grave crisi portata dal Covid-19 e sulle possibili strategie per uscire, in tempi relativamente brevi, dalla pandemia. All’incontro, promosso dal Presidente della Repubblica, Borut Pahor, hanno preso parte, oltre al premier Janez Janša, i presidenti dei partiti politici rappresentati in Parlamento, eccetto la Levica e la Lista Marjan Šarec, nonché i capigruppo parlamentari alla Camera, tra i quali anche il deputato italiano Felice Žiža, gli esponenti del comitato tecnico-scientifico che funge da consulente del governo e il ministro della Salute, Janez Poklukar. Nel suo cenno di saluto il Capo dello Stato, Pahor ha rilevato che in sala si trovano esponenti del mondo politico e della scienza che, con vari incarichi e responsabilità, sono chiamati a cercare una via d’uscita ampiamente concordata, per sconfiggere l’epidemia del virus e mitigarne le conseguenze nelle varie sfere della vita sociale ed economica. Simili consultazioni, sempre secondo Pahor, dovrebbero svolgersi regolarmente per offrire una piattaforma di consultazioni tra i partiti politici e gli esperti. Le posizioni di quest’ultimi sono state esposte dalla responsabile del comitato tecnico-scientifico, Mateja Logar. “Al centro dell’attenzione abbiamo posto lo stato attuale della pandemia, la fase che stiamo attualmente attraversando, un’analisi del percorso fin qui svolto, un bilancio delle esperienze acquisite, citando anche gli sviluppi futuri, che non possono sorvolare su una eventuale terza ondata di pandemia”, ha rilevato il parlamentare della CNI, Felice Žiža. “Le conclusioni a cui siamo pervenuti sono tutte molto importanti. Partono dalla necessità di rispettare alla lettera le ben note misure preventive, per passare alle vaccinazioni, che sono l’unica soluzione definitiva del problema Covid-19. Sono stati toccati i problemi emersi nelle ordinazioni del vaccino a livello europeo in merito alla quantità e ai costi dei medicinali. Altro elemento importante sarà il passaporto verde digitale europeo, che consentirà a chi si sposta da un Paese all’altro di dimostrare il proprio stato di salute e la protezione anti- infezione di cui dispone. Ciò faciliterà i controlli, ma serviranno ancora alcuni mesi per far aumentare la percentuale dei cittadini vaccinati. Sarà preparata una nuova applicazione telefonica, sempre per snellire le verifiche dei passeggeri in transito”, ha fatto presente ancora Žiža, che a Brdo ha preso la parola come capogruppo parlamentare, ma facendo leva anche sulla sua preparazione professionale di medico chirurgo. “Nel mio intervento ho sottolineato l’importanza della prevenzione che dovrebbe comprendere anche l’obbligo di portare le mascherine protettive all’aperto nei centri urbani. Andrebbe però studiata la possibilità di aprire qualche altra attività economica, come i locali pubblici, che possano essere controllati capillarmente. Dello stesso parere è stato anche il presidente del Partito del centro moderato, nonché ministro delle Attività economiche, Zdravko Počivalšek. Mi sono soffermato ancora sulle eccezioni da prevedere ai valichi di confine per coloro che li varcano quotidianamente per motivi di lavoro, studio, visite mediche e assistenza ai congiunti”. Di quest’ultimo tema il deputato Žiža ha discusso in mattinata con esponenti governativi. “Ho incontrato il ministro per gli Sloveni nel mondo, Helena Jaklitsch e ho avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Interni, Aleš Hojs, per sollecitare nuovamente il ripristino delle eccezioni nei controlli di confine, in primo luogo per lavoratori e studenti transfrontalieri. Da settembre, in collaborazione con la CAN costiera, stiamo richiamando l’attenzione del governo sloveno sulla questione. Sino all’8 marzo scorso le nostre richieste avevano trovato accoglimento ed era stato soppresso l’obbligo del tampone per transfrontalieri, come fatto da Italia e Croazia. Ora la Slovenia ha cambiato metodi per contrastare il diffondersi dei nuovi ceppi di virus, prevedendo i test rapidi ai valichi di confine, anche se fortunatamente gratuiti. Ho chiesto nuovamente, anche con una missiva al ministro Hojs e per conoscenza al premier Janez Janša, di ripristinare le eccezioni previste sino agli inizi di marzo”, ha concluso il deputato Žiža.

Borut Pahor

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