A Zagabria si apre oggi, mercoledì 24 settembre, il processo al 19enne accusato di aver ucciso un bambino e ferito gravemente un’insegnante e tre alunni nella scuola elementare Prečko, a Zagabria, lo scorso dicembre. Il giovane deve rispondere di omicidio aggravato, quattro tentati omicidi e cinquanta violazioni dei diritti dei minori. Per lui la Procura ha chiesto la pena massima: cinquant’anni di carcere.
Secondo l’accusa, il 20 dicembre 2024 il ragazzo entrò nella scuola con un coltello, deciso a colpire bambini e personale. Sapeva che le vittime, per età e fragilità, non avrebbero potuto difendersi. L’attacco fu brutale: un alunno morì sul colpo, mentre la maestra e altri tre alunni riportarono gravi lesioni.
Dopo la strage, l’ex studente fuggì in un vicino centro sanitario, dove tentò di togliersi la vita.
Il dibattimento si svolgerà a porte chiuse. La Procura ha chiesto la proroga del carcere preventivo, motivandola con il rischio di recidiva e la gravità dei reati contestati.
Il caso sconvolse l’opinione pubblica croata: il giorno seguente fu proclamato lutto nazionale e il ministro dell’Istruzione Radovan Fuchs annunciò l’obbligo di chiusura degli edifici scolastici durante le lezioni per rafforzare la sicurezza e l’impiego di vigilantes.
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