C’è un primo arresto nell’inchiesta sulla tragedia marittima avvenuta domenica 14 giugno alle Porte di Spalato, tra le isole di Solta (Šolta) e Brazza (Brač), in cui quattro cittadini cechi hanno perso la vita dopo la collisione tra un catamarano e una barca a vela.
La Questura di Spalato e della Dalmazia ha arrestato un cittadino croato di 33 anni, ritenuto sospettato di aver avuto un ruolo nelle responsabilità dell’incidente, considerato una delle più gravi tragedie marittime avvenute negli ultimi anni nell’Adriatico.
Nei suoi confronti è stata avviata un’indagine penale per reati contro la sicurezza del traffico marittimo.
La Slobodna Dalmacija riferisce che si tratta del primo ufficiale del catamarano “Krilo Eclipse”, il quale è sospettato di aver violato il Codice marittimo portando alla morte di diverse persone. Ora rischia da tre a 15 anni di carcere.
Božinović: «Il comandante non era al timone»
A confermare che una persona è stata arrestata è stato anche il vicepremier e ministro dell’Interno, Davor Božinović.
Interpellato dai giornalisti sull’eventuale arresto del primo ufficiale del catamarano coinvolto nella collisione, Božinović non ha confermato direttamente l’identità della persona fermata. Ha però precisato che, secondo le informazioni a sua disposizione, il comandante dell’imbarcazione “non era ai comandi” al momento dell’incidente e che il primo ufficiale è la figura autorizzata a sostituire il capitano durante la navigazione.
Il ministro ha spiegato che, subito dopo la tragedia, è stata avviata un’indagine coordinata dalla Questura di Spalato e della Dalmazia insieme alla Procura di Spalato, con il supporto di esperti e periti specializzati nella sicurezza della navigazione.
“Sulla base degli elementi raccolti finora, esiste il sospetto che durante la navigazione del catamarano non siano state adottate tutte le misure necessarie per evitare la collisione. In questo contesto sarebbero state violate le norme relative alla sicurezza della navigazione, provocando lo scontro e la morte di quattro persone”, ha dichiarato Božinović.
Il ministro ha inoltre risposto alle domande riguardanti lo skipper della barca a vela coinvolta nell’incidente e alle indiscrezioni secondo cui avrebbe lasciato la Croazia, affermando di non avere informazioni in tal senso. Ha ricordato che, nei casi in cui si registrano vittime, vengono applicate procedure investigative particolari.
Božinović ha infine rinnovato il proprio cordoglio ai familiari delle vittime. “Si tratta di una tragedia che, a ragione, ha profondamente scosso sia l’opinione pubblica croata sia quella ceca”, ha concluso il ministro.
La vicenda
La tragedia si è verificata domenica mattina, intorno alle 11.38, nelle acque delle Porte di Spalato, uno dei tratti di mare più trafficati della Dalmazia centrale.
A bordo della barca a vela si trovavano otto cittadini cechi, mentre il catamarano trasportava 118 passeggeri e sette membri dell’equipaggio.
L’impatto è stato devastante. Quattro persone sono morte, mentre le altre quattro che si trovavano sulla barca a vela sono state soccorse e trasferite all’ospedale universitario di Spalato. Secondo le informazioni diffuse dai medici, i feriti sono fuori pericolo di vita.
L’arresto rappresenta il primo sviluppo concreto dell’inchiesta che negli ultimi giorni ha coinvolto numerosi testimoni, membri degli equipaggi e passeggeri presenti sulle due imbarcazioni.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nei minuti precedenti allo schianto e di verificare il rispetto delle procedure di sicurezza e delle regole di navigazione.
Nelle scorse ore erano emerse anche indiscrezioni secondo cui al timone della barca a vela, al momento della collisione, potrebbe non esserci stato lo skipper, ma uno dei passeggeri. Un elemento che, tuttavia, non è stato ancora confermato ufficialmente e che resta al vaglio degli inquirenti.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































