Tornare a scuola? Un bel cruccio…

Scade oggi il termine entro il quale i genitori devono decidere se rimandare i propri bimbi tra i banchi o lasciarli a casa

Il rientro a scuola si avvicina. Le lezioni cominceranno il 7 settembre. Foto Željko Jerneić

L’11 maggio verrà avviata in Croazia la fase numero 3 di alleggerimento delle misure antipandemiche, che comporterà anche la riapertura delle scuole (parziale) e degli asili. Il Ministero dell’Istruzione ha lanciato le direttive sul rientro in aula per gli alunni dalla I alla IV classe. Per i ragazzi delle superiori, invece, le lezioni continueranno a svolgersi a distanza come finora. La riapertura delle istituzioni scolastiche non contempla però il rientro di tutti i bimbi delle inferiori in classe. Infatti, il consiglio di rimanere chiusi in casa è ancora in vigore. Tra i banchi di scuola potranno rientrare pertanto soltanto quei bambini i cui genitori lavorano e non hanno la possibilità di venire accuditi da terzi. Ma c’è dell’altro: il numero dei presenti in classe dovrà essere ridotto, onde potersi attenere a tutta una serie di misure di precauzione, tra le quali quella relativa al distanziamento sociale, che ha la precedenza su tutte, ma che in aula, risulta difficile, se non impossibile, da osservare. “Tutte le capoclasse hanno contattato i genitori, i quali sono stati informati sul come dovrebbero svolgersi le lezioni in base alle direttive dell’Istituto nazionale di salute pubblica e del Dicastero di competenza – ha spiegato Iva Bradaschia Kožul, direttrice della SEI San Nicolò –. Le ordinanze del Ministero sono a disposizione di chiunque voglia informarsi al riguardo. Io invierò personalmente una lettera al Dicastero specificando che alcune cose non potranno venire seguite alla lettera. Ad esempio, noi abbiamo due bagni: uno per gli allievi e l’altro per il personale scolastico. Che cosa dovrebbe significare questo? Che non possiamo assicurare un bagno per ogni classe, ovvero che possiamo accogliere a scuola in un dato momento un solo gruppo di bambini? Inoltre, ogni classe dovrebbe disporre di un’uscita sul terrazzo o su uno spazio esterno. Noi abbiamo una sola aula che ha un’uscita di questo tipo. Tutti gli altri devono per forza fermarsi in corridoio. Per tutti questi motivi non risultiamo in grado di rispettare le misure di sicurezza? Non lo so. Di una cosa sono però certa: in classe si potranno svolgere solo ed esclusivamente le materie d’ingerenza della capoclasse, visto che nessun altro insegnante può rientrare a scuola. Quindi inglese, musica, informatica o catechismo potranno venir seguiti come finora. C’è poi il problema del doposcuola. Per ora c’è soltanto una classe in cui i genitori non manderanno i bambini a scuola. Per le altre lo scopriremo domani (oggi per chi legge, nda)”.
Problematiche diverse
Scade, infatti, oggi il termine entro il quale i genitori possono firmare la dichiarazione con la quale confermano di essere a conoscenza delle indicazioni dell’Istituto croato di salute pubblica (HZJZ), e asseriscono che il figlio non presenta sintomi e non soffre di malattie croniche, cioè che non sia tra le persone a rischio di contrarre il coronavirus e che figuri tra gli alunni i cui genitori non hanno la possibilità di lavorare da remoto.
Nelle scuole con un gran numero di alunni, come la SEI Dolac, sarà difficile svolgere le lezioni se saranno in tanti quelli che vorranno rientrare in classe. “Noi siamo pronti – ha assicurato la direttrice Dunja Kučan Nikolić –. Le bidelle hanno fatto un lavoro molto dettagliato per quanto riguarda la pulizia e l’igiene, abbiamo i tappetini monouso per disinfettare le scarpe, guanti, mascherine e altri prodotti necessari. Penso che ogni singola scuola avrà le sue problematiche riguardo alle direttive. Sarà comunque difficile attenersi a tutto quanto richiesto. Il nostro edificio non ha uscite particolari, a parte quella principale. Forse le scuole moderne hanno la possibilità di uscire dalle aule in strada. Penso comunque che il numero dei bambini sarà minimo. Noi abbiamo sin d’ora la conferma di alcuni genitori che hanno deciso di far rimanere i propri figli a casa. Vedremo come andrà a finire”.
Massimo 8 alunni per ogni gruppo
Il direttore della SEI Belvedere, Denis Stefan, ha dichiarato che anche l’istituto scolastico che opera nel rione di Cosala è pronto ad accogliere i piccoli alunni. “Non abbiamo acquistato nulla di particolare per assicurare il lavoro. Disponiamo del necessario per rispettare le direttive. Per quanto riguarda il numero dei bambini, non sappiamo ancora nulla. Dobbiamo vedere quindi se basterà una sola maestra, che di conseguenza proporrà i contenuti didattici a quelli che rimarranno a casa e allo stesso tempo lavorerà in classe. Una cosa è certa: in classe non potranno esserci più di otto bambini, onde poter osservare il distanziamento sociale”.
Sono due i gruppi di alunni che da lunedì prossimo potranno frequentare la SEI Gelsi. “Visto che abbiamo soltanto due bagni, potremo accogliere due gruppi di otto bambini – ha spiegato la direttrice Gloria Tijan –. Dato che abbiamo 8 classi inferiori, di cui 4 sezioni croate e 4 italiane, i due gruppi accoglieranno alunni di varie classi, il che significa che magari un alunno della prima si ritroverà in classe con i ragazzi più grandicelli, se non ci rientreranno altri suoi coetanei. A mio avviso, uno scenario simile potrebbe influire negativamente sui bimbi, che ogni due settimane si ritroveranno di fronte a una maestra che non è la loro, visto che le insegnanti dovranno darsi il cambio ogni 14 giorni. Inoltre, il nostro metodo scolastico è a tempo pieno, il che significa che una volta entrati alle 8.30, non si può uscire fino alle 16. Uno scenario incerto, che potrebbe facilmente cambiare in quanto già martedì qualcuno potrebbe decidere di fare marcia indietro e riprendere con le lezioni a distanza. Noi siamo comunque pronti ad assicurare il massimo delle misure previste, tra cui quella di assicurare guanti e mascherine per i docenti. Speriamo che tutto vada per il meglio”. Le direttive del Ministero contemplano anche il modo in cui devono comportarsi i genitori al momento del loro arrivo a scuola e i bambini una volta entrati in classe, incluso l’uso dell’occorrente didattico che dovrà venir inoltrato a scuola entro venerdì mattina, in sacchi ben chiusi, e rimanere intatto fino a lunedì, 11 maggio.

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