Tomislav Ćorić: «Ora so cos’è il caffè»

Il ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile in visita a Mattuglie all’azienda di torrefazione “Hug&Punch”

La sede dell’azienda “Hug&Punch”

Sulla via del ritorno da Pola, dove ha fatto visita al cantiere “Uljanik”, il ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile Tomislav Ćorić ieri ha fatto tappa a Mattuglie. Qui ha visitato la sede dell’”Hug&Punch”, azienda che importa caffè con origine geografica, materia prima di alta qualità che qui, dopo la torrefazione, va a creare varie miscele.

 

”Per me questa è stata un’esperienza straordinaria – ha detto il ministro Ćorić –, e ne sono entusiasta. Sono giunto alla conclusione che ne sapevo ben poco di ciò che è il caffè. Quello che mi è stato raccontato e mostrato è stato per me una novità. Questo tipo di prodotti è ciò di cui la Croazia ha bisogno, attraverso la ricerca dell’alta qualità. In questo caso parliamo di caffè, ma l’approccio vale anche per altri segmenti. Quando gusti un caffè che poi ti viene spiegato, ne esci doppiamente soddisfatto. Questo è sicuramente un centro d’eccellenza”.

La moderna struttura costruita a Mattuglie, con i suoi 600 metri quadrati, tra magazzini e l’impianto di torrefazione, offre un programma di formazione per ristoratori e barman. “Hug&Punch” SCA Premier Campus a Mattuglie, come viene sottolineato, punta proprio a quest’ultimo aspetto che va al di là della sola commercializzazione di un prodotto. Il caffè viene importato da tutto il mondo, tante varietà diverse che consentono, tra l’altro, di creare delle miscele personalizzate. Alta tecnologia e certificazioni internazionali contribuiscono ad alzare l’asticella in tema di qualità in Croazia. Il ministro Ćorić è stato accolto da Nikola Žiganto, fondatore dell’impresa, direttore e degustatore di caffè e da Domagoj Trusić che guida il programma di formazione.

Nikola Žiganto, Tomislav Ćorić e Domagoj Trusić

All’uscita, inebriato dal gusto e dagli aromi del caffè, Ćorić ha incontrato i giornalisti e per qualche attimo, dall’idillio è dovuto tornare alla realtà in cui ci sono odori di ben altra natura. Ha dovuto commentare quanto avviene intorno agli impianti di smaltimento dei rifiuti, con riferimento a quello di Kaštjun in Istria, vicino al quale si preparano azioni di protesta, e a quello di Marišćina che a sua volta continua a rappresentare un grosso problema per i residenti. In entrambi i casi c’è la questione della puzza che investe le zone abitate.

”Entrambi gli impianti, periodicamente, sono all’origine del malcontento degli abitanti delle aree vicine. Purtroppo, non è una novità. Dobbiamo tener conto del fatto che – ha risposto il ministro – gli impianti hanno delle capacità ricettive che durante la stagione turistica non bastano più. Il processo tecnologico non riesce a smaltire adeguatamente tutto ciò che vi arriva”. Soluzioni? “Intanto, c’è almeno la buona notizia che le quantità di sostanze nocive nell’aria è al di sotto della soglia consentita, ma è anche vero che la puzza è insostenibile. La soluzione c’è e ci coinvolge tutti. Occorre aumentare la percentuale della differenziata. Oggi in Croazia siamo al 41 per cento secondo i dati del 2020. Occorre un salto di qualità”.

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