“Se un prato con le margherite è bellissimo, un prato con tanti fiori diversi, con profumi diversi, è sicuramente molto più bello e interessante. Il mio invito è allora quello di coltivare insieme questo prato delle minoranze linguistiche e di dargli sostegno”. Queste parole di Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, racchiudono metaforicamente quello che rappresenta il progetto Primis Plus: la ricchezza data dalla diversità, dall’incontro e dalla condivisione. Una ricchezza radicata in molti territori da secoli, ma che va preservata e trasmessa alle generazioni future come un prezioso patrimonio culturale e di tradizioni. Su queste e altre tematiche è stato discusso ieri durante il convegno “Prospettive per un turismo culturale sostenibile: il patrimonio delle comunità linguistiche”, evento finale del progetto “Primis Plus – Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze”, svoltosi presso l’NH Hotel di Trieste. Il progetto, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg Italia-Slovenia, iniziato nel settembre 2023 e con conclusione questo dicembre, si propone di rafforzare il ruolo della cultura delle comunità nazionali e linguistiche attraverso la realizzazione di centri multimediali, l’utilizzo della digitalizzazione e l’organizzazione di attività culturali transfrontaliere. Il progetto intende inoltre promuovere, attraverso lo sviluppo di output quali una strategia di promozione turistica congiunta e di eventi transfrontalieri, un’offerta integrata e sostenibile, attenta al patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori interessati, in questo caso la Slovenia e le Regioni italiane di Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Terra di frontiera
Il convegno si è aperto con un messaggio di Mario Anzil, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e assessore regionale alla cultura e allo sport, che, seppur assente, ha voluto dimostrare il suo apprezzamento e sostegno al progetto Primis Plus. “Questo progetto è un investimento concreto sulla valorizzazione delle comunità linguistiche che abitano i nostri territori di confine, sulla loro visibilità e sul riconoscimento del plurilinguismo come risorsa strategica di sviluppo – recita il messaggio di Anzil – La nostra è una terra di frontiera, dove le lingue si incontrano, i racconti si intrecciano, le identità dialogano tra loro. Coltivare questa polifonia è un’occasione per rendere più forte e più attrattivo l’intero sistema regionale. In Friuli Venezia Giulia, grazie a un bando promosso insieme alla Società Filologica Friulana, sono stati stanziati oltre 245mila euro per finanziare 31 progetti diffusi su tutto il territorio, capaci di sostenere i luoghi della cultura e le progettualità che utilizzano la lingua friulana come chiave di lettura del patrimonio. Il tema che oggi viene messo al centro del convegno chiede politiche lungimiranti e una visione comune in grado di coinvolgere istituzioni, enti, associazioni e vari partner”, conclude. Il convegno è quindi proseguito con vari momenti di dialogo e panel, durante i quali sono stati illustrati i risultati del progetto e discusse eventuali sfide future.
Un valore aggiunto
Maurizio Tremul ha ricordato come il progetto sia nato dall’idea di creare percorsi turistici omogenei che andassero oltre i confini regionali e statali, nell’ottica di quella che è l’Unione Europea. “Esiste un pezzo di Slovenia in Italia e un pezzo di Italia in Slovenia, la mescolanza è un valore aggiunto di questo territorio transfrontaliero. Quello che ci ha diviso nel Novecento è la parentesi di una storia più lunga, fatta di amicizia e di mescolanza”, ha affermato. Non a caso, come ricordato da Lara Sorgo dell’Istituto di Studi Etnici di Lubiana nel suo intervento, l’obiettivo del progetto Primis Plus è quello di valorizzare – anche dal punto di vista turistico – i territori coinvolti attraverso la cultura delle minoranze linguistiche, e infatti in Veneto e Friuli Venezia Giulia la lingua friulana è stata valorizzata per la creazione di un percorso turistico.
A parlare sono stati quindi rappresentanti delle due Regioni italiane coinvolte nel progetto, che hanno presentato le iniziative svolte in seno ad esso. “È stata una bella esperienza collaborare – ha affermato Luigi Zanin della Regione Veneto –. Siamo coinvolti nel progetto perché il Veneto, anche se è una Regione dove non è sentito il tema del bilinguismo, è comunque terra di presenza radicata di minoranze, censite e riconosciute con una legge del 1978 che all’epoca riconosceva le specificità etnico-linguistiche del territorio, giustificata dal fatto che, oltre alle minoranze ladine e del cimbro, c’era una minoranza germanica. È stato un percorso precoce rispetto ad altre regioni italiane. Tre anni fa abbiamo deciso di rinnovare questo strumento: tra le varie ragioni, una ha a che vedere con il progetto Primis Plus”. Zanin ha quindi avvertito che “la lingua friulana è oggi considerata come una lingua in pericolo nei territori del Veneto; tra gli elementi di criticità dell’uso della lingua friulana, la concorrenza della lingua italiana. Infatti un tema dei progetti nell’ambito di Primis Plus svolti in Veneto è stato la valorizzazione della lingua friulana, restituendole uno stato di consolidamento e rilevanza”. Anna del Bianco della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha invece dichiarato che “la lingua porta con sé tradizioni, storia (e storie), consente di raccontare i luoghi in maniera diversa e di immergervisi, in una modalità di turismo che ad oggi è sempre più ricercata. Nell’ambito del progetto abbiamo quindi realizzato un bando per la valorizzazione della lingua e della cultura friulane. È importante che la nostra Regione intervenga sulle lingue minoritarie”.
Potenziale risorsa economica
Tra gli interventi che si sono susseguiti dopo, Ilaria Fiorentini – professoressa presso l’Università di Pavia – parlando della presenza e della valorizzazione delle lingue minoritarie in Europa, ha affermato che le lingue minoritarie possono essere viste non solo come oggetto di tutela, ma anche come potenziale risorsa economica, in particolare in contesti locali dove possono contribuire allo sviluppo. Ha ricordato però che è importante fare attenzione a preservare le comunità delle minoranze linguistiche, prevenendo lo svilupparsi di un turismo di massa che le snaturerebbe. La divulgatrice linguistica Veronica Repetti ha invece presentato una prospettiva innovativa e attuale, esponendo come nei social media vengano usati degli slang e dei dialetti locali che altrimenti sarebbero utilizzati soltanto in determinati territori, concludendo che le piattaforme online offrono un nuovo spazio dove utilizzare le lingue locali e preservarle. In conclusione Maurizio Tremul ha lanciato un messaggio che amplia le prospettive per progetti transfrontalieri come quello di Primis Plus: “Quello che dovremmo continuare a fare è integrare, includere e permettere la partecipazione attiva delle comunità nazionali, e promuovere la ricchezza culturale multilinguistica di questi territori transfrontalieri”.
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