Terremoto in Venezuela, il bilancio si aggrava: quasi 1000 morti

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Terremoto in Venezuela, il bilancio si aggrava: quasi 1000 morti

(Adnkronos) – Si aggrava ulteriormente il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela con due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. I morti sono almeno 920, i feriti circa 3000. Lo ha reso noto il presidente dell’Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, come riporta la Cnn.

Squadre di soccorso da tutto il mondo si stanno mobilitando e si moltiplicano le promesse di aiuti esteri. Tra queste quella degli Usa, che annunciano risorse immediate per 150 milioni di dollari.

Tajani: «Tre italo-venezuelani morti, 5 feriti e 35 dispersi»

“Abbiamo ancora dati molto approssimativi. Ci sono alcuni italo-venezuelani che sono deceduti certamente, io credo tre. Ci sono cinque feriti al momento accertati. Ci sono 35 sicuramente dispersi. Tenendo presente che gli italiani iscritti all’Aire, cioè che sono censiti come italiani in Venezuela, sono circa 150mila, non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie”. Lo ha dichiarato ai giornalisti a Dubrovnik il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aggiornando il bilancio delle vittime italo-venezuelane del sisma in Venezuela.

Quasi 7 milioni di persone colpite dal sisma

Sono circa 6,8 milioni le persone che sono state colpite dalle scosse di terremoto che hanno interessato Caracas. Lo ha dichiarato Zoe Brennan dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, spiegando ai giornalisti che circa 6,76 milioni di persone potrebbero essere colpite nel Paese, in base alle ultime stime sulla popolazione e sui danni.

Le prime valutazioni basate sulle mappe satellitari indicavano che il 31,5% degli edifici di Catia La Mar, una città costiera a nord-ovest di Caracas, aveva subito danni, ha affermato Brennan.

È ”la disperazione della gente” quella che anima le strade di Caracas mentre cresce il bilancio dei morti accertati, anche tra gli italo-venezuelani, dei due terremoti che hanno scosso la capitale venezuelana. Gente ”disperata per la mancanza di aiuti”, che scava tra le macerie in cerca di eventuali sopravvissuti, ”perché mancano militari e vigili del fuoco per tirare le persone fuori” da quel che resta dei palazzi crollati, ”almeno 250 secondo le autorità”. Gente che rivolge ”molti appelli sui social e richieste di aiuto anche in tv”, che fatica a comunciare, ”perché manca luce ed elettricità”. A raccontarlo all’Adnkronos è Roberto Romanelli, giornalista della Voce di Caracas, raggiunto al telefono nella sua abitazione nel quartiere Colinas de Bello Monte che ”per fortuna non ha subito danni”.

Nato 72 anni fa in Venezuela, di origini marchigiane, Romanelli denuncia ”la mancanza, l’insufficienza di personale” incaricato di prestare soccorso e rilancia le ”richieste di aiuto di cittadini disperati”, ”in molti hanno perso la casa”, che aspettano l’intervento ”dei pompieri, della protezione civile per tirare fuori i loro cari che sono rimasti sepolti sotto le macerie”, perché ”forse possono essere ancora in vita”. Mentre ”la situazione sta tornando alla normalità”, quindi, ”ora l’attenzione è focalizzata sui dispersi, sulle operazioni di salvatagaggio” e sull’attesa di aiuti, anche da Roma. ”Il consolato italiano si è attivato per aiutare i cittadini italiani. L’Italia sta mandando degli aiuti” e altri sono stati mandati ”dagli Stati Uniti, El Salvador, Colombia”, afferma.

Romanelli si trovava in casa con la sua famiglia quando sono arrivate le prime scosse del terremoto. ”Ci siamo diretti verso la porta di casa e ci siamo abbracciati aspettando che passasse, la scossa è stata abbastanza lunga. Abbiamo saputo poi che erano due scosse che si sono sovrapposte”, con ”la seconda è stata più forte di 7.5”. In quei momenti ”ci siamo spaventati, c’era la sensazione che potesse cadere il palazzo” e ”poi siamo usciti tutti per strada, anche i vicini di casa”. Qui, racconta, ”qualcuno gridava, qualcuno piangeva, qualcuno pregava. Però fortunatamente nella zona nostra non ci sono stati danni”, ma ”se n’è andata via la luce, sono state interrotte le comunicazioni”.

Con la terra che smette di tremare, ”una volta passata la paura, dopo quattro, cinque ore è tornata la luce e ci siamo messi in contatto con i nostri cari”, racconta Romanelli spiegando che ”la situazione peggiore si è registrata in altre parti della città, nelle zone de Los Palos Grandes, Altamira e San Bernardino”, dove ”sono caduti degli edifici e ci sono dei morti. A livello nazionale, la zona più colpita è La Guaira, sulla costa, il posto di villeggiatura dei caraqueños, a venti chilometri dalla città, dove ci sono decine, decine di palazzi crollati totalmente, molta gente dispersa, si parla di più di diecimila dispersi”.

Venezuela, moglie di un calciatore morta nel tentativo di salvare la figlia

La moglie del calciatore venezuelano Hector Bello è morta facendo scudo alla figlia Alana di un anno dopo che la loro casa a La Guaria è crollata a causa del sisma. Lo ha annunciato lo stesso calciatore su Instagram parlando del ”prezioso amore” della moglie Andrea e dopo aver fatto visita alla figlia in ospedale a Caracas. “Le racconterò la storia di come l’hai salvata, amore mio, di come hai dato la tua vita per nostra figlia, di come sei stata una donna coraggiosa che non l’ha mai abbandonata, nemmeno mentre esalavi l’ultimo respiro”, ha scritto Bello nel suo post. “Mia figlia e sua zia stanno bene, non saranno dimesse oggi, rimarranno in ospedale. Grazie mille per il vostro sostegno in questo immenso dolore”, ha scritto il calciatore.

In un’altra storia su Instagram, Bello ha scritto: “Come faccio a spiegare a tua figlia che hai perso la vita per salvare la sua e che io non ero lì per fare niente? Come faccio a spiegarlo? Dammi la forza ora”. Anche Cumaná de Campeones, un’organizzazione locale venezuelana che si occupa di comunicazione per i calciatori, ha pubblicato un post sulla morte della donna. “Ci dispiace dover comunicare che la compagna del calciatore Hector Bello “Kike”, originaria di Cumana, è stata trovata morta tra le macerie in seguito al terremoto che ha colpito il Paese”, si legge sui social. “La loro figlia, tuttavia, è sopravvissuta al crollo dell’edificio in cui risiedeva l’intera famiglia”, ha aggiunto l’organizzazione. La morte della moglie di Ballo è stata annuncia anche dall’emittente televisiva statunitense in lingua spagnola Univision.

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