Svastiche sul manifesto elettorale di Furio Radin

Il deputato CNI commenta: «I soliti idioti»

Il manifesto elettorale imbrattato nell'area di Kukuljanovo, alle spalle di Fiume. Foto Goran Žiković

“Gli autori, i soliti ignoti? No, i soliti idioti”. Con questa battuta il deputato uscente e candidato al seggio specifico della CNI al Sabor, Furio Radin, ha commentato l’imbrattamento di uno dei suoi manifesti elettorali. Il fattaccio è avvenuto nella zona industriale di Buccari, lungo l’arteria stradale che attraversa l’area di Kukuljanovo, una delle più frequentate del comprensorio fiumano. I “soliti idioti”, tra le altre cose, sono arrivati persino a tracciare sul manifesto alcune svastiche e una “U” del regime ustascia. Qualcosa di più oltraggioso e più assurdo era difficile immaginare. Un segno purtroppo anche questo di quel clima strisciante d’intolleranza che pervade a tratti il Paese e che evidentemente spinge dei singoli incoscienti ad atti inconsulti come questo, da condannare senza mezzi termini. Siamo in presenza di qualcosa non soltanto di pessimo gusto, ma di un gesto che sconfina nella xenofobia, un sintomo dell’ignoranza più assoluta della storia e delle tradizioni di queste terre per definizione multiculturali e aperte alle diversità, dove tutti hanno sofferto per quello che stava dietro a quel simbolo tracciato dai “soliti ignoti”.
I manifesti in italiano, inoltre, sono un segno della presenza d’una cultura radicata in queste terre, sono contributo alla pluralità, come lo è la presenza delle minoranze in genere, ma chiaramente qualcuno fatica a capirlo. Spiace notare che le nostre regioni, purtroppo, al contrario di quello che si è soliti credere non sono un angolo del tutto tranquillo in un contesto nazionale e anche più vasto, regionale, ancora inquieto e permeato da situazioni d’intolleranza. Certo atti come quello dell’imbrattamento del manifesto sono isolati, ma devono spingerci a non dare per scontato che elementi d’intolleranza non possano fare capolino anche da queste parti. Incoraggia il fatto che i media elettronici della maggioranza abbiano notato subito il fattaccio e si siano chiaramente distanziati dallo stesso. Quanto avvenuto dev’essere un segnale a non abbassare la guardia neppure nel contesto politico, perché il virus dell’intolleranza può albergare anche dalle nostre parti, magari nella maggior parte dei casi da “asintomatico”, salvo poi emergere all’improvviso come avvenuto nell’area di Buccari.

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