Stupro. Dna su gonna e biancheria intima inchiodano Škaro

L'ex pugile Damir Škaro. Foto Davor Puklavec/PIXSELL

Dopo il sollevamento dell’atto d‘accusa nei confronti di Damir Škaro, accusato di stupro, l’ex pugile (bronzo alle Olimpiadi di Seul 1988) ed ex deputato al Sabor (Hdz) si è difeso negando le accuse e quanto avvenuto, anzi difendendosi: avrebbe detto di aver aiutato la donna in quanto single e madre (una dipendente dell’automobilclub Siget del quale l’uomo era presidente, ndr).
Nel giorno dell’accaduto, stando a Škaro, la donna avrebbe chiesto un aumento di stipendio. L’ex pugile, così ha spiegato esponendo la difesa, ha detto di aver risposto picche e di non poter concedere alcun stimolo economico il che, spiega Škaro, l’avrebbe irritata.
Tuttavia i risultati dell’inchiesta e soprattutto quelli della scientifica inchiodano l’uomo. Sulla gonna e sulla biancheria intima della donna sono state trovate tracce del Dna di Škaro. L’Accusa poi ha creduto alla versione fornita dalla donna, corroborata da testimoni (Škaro, avrebbe fatto lo stesso con altre dipendenti) e soprattutto dal medico che ha visitato la donna in seguito all’accaduto (10 agosto dell’anno scorso) cercando di ottenere un periodo di malattia. Ma è stato proprio il medio a convincere la donna a sporgere denuncia per stupro. Lei per vergogna e timore, quasi quasi voleva sorvolare, ma…

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