Stretta sul lavoro straniero: meno permessi e più controlli

Croazia. Nuove regole su sanità e integrazione linguistica

0
Stretta sul lavoro straniero: meno permessi e più controlli
Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

La Croazia introduce una stretta significativa sul sistema di impiego dei lavoratori stranieri, con l’obiettivo di rafforzare i controlli, ridurre la concorrenza sleale e contrastare le pratiche illegali. Le modifiche alla legge sugli stranieri intervengono su più fronti: requisiti sanitari più rigorosi, maggiore attenzione all’integrazione e un quadro di regole pensato per rendere il mercato del lavoro più ordinato e trasparente. I primi effetti si leggono già nei numeri. Quest’anno, a fronte di un calo dei permessi di lavoro rilasciati, cresce il numero di lavoratori regolarmente assicurati, un segnale che secondo il governo indica una pianificazione più attenta da parte delle imprese.

Dall’inizio dell’anno al 30 novembre 2025 in Croazia sono stati rilasciati complessivamente 160.176 permessi di soggiorno e lavoro, secondo i dati mensili pubblicati dal Ministero dell’Interno. Nel dettaglio, 76.700 permessi sono stati concessi per nuove assunzioni, mentre 64.009 riguardano il rinnovo di autorizzazioni già esistenti. A questi si aggiungono 19.467 permessi per lavoro stagionale, a conferma del peso del turismo, dell’edilizia e dell’agricoltura nel mercato del lavoro nazionale.

A tracciare il bilancio è il segretario di Stato al Ministero del Lavoro e del Sistema previdenziale, Ivan Vidiš. Le ispezioni rafforzate, ha spiegato a HRT, stanno producendo un mercato del lavoro “più ordinato”, a vantaggio sia dei lavoratori stranieri sia dei datori di lavoro.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i permessi di lavoro sono diminuiti del 17 per cento, mentre i lavoratori registrati presso l’Istituto croato per l’assicurazione pensionistica sono aumentati del 10 per cento.

Le nazionalità

Il cambio di tendenza è confermato anche dai dati dell’amministrazione. Anita Mandić, responsabile del Servizio legislativo per il soggiorno degli stranieri, ha spiegato che dall’inizio dell’anno sono state presentate oltre 260mila domande, di cui 167mila approvate.

Nel dettaglio, sono stati concessi circa 69mila rinnovi di permessi, quasi 79mila nuove autorizzazioni per l’occupazione e poco meno di 20mila permessi per lavoro stagionale. La maggior parte dei nullaosta riguarda cittadini della Bosnia ed Erzegovina, con circa 32mila permessi, seguiti da Nepal, Serbia e Filippine.

Una delle novità più rilevanti riguarda i requisiti sanitari per l’ingresso e il soggiorno. È in fase di consultazione pubblica un nuovo regolamento che introduce condizioni più stringenti per i cittadini di Paesi terzi. Come spiegato dal presidente della Società croata di epidemiologia, Miroslav Venus, chi richiede per la prima volta un permesso di soggiorno temporaneo dovrà allegare una certificazione sul proprio stato di salute e sullo status vaccinale. Il documento non potrà essere più vecchio di 90 giorni e diventerà parte integrante della procedura di autorizzazione.

Accanto ai controlli e alla sanità, il governo punta anche sull’integrazione. Per Vidiš, l’apprendimento della lingua croata è un elemento centrale. I corsi, finanziati dal Fondo sociale europeo, sono già disponibili, ma l’adesione finora è stata limitata.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display