Stretta al confine. La CNI ha reagito immediatamente

Intervista al deputato Felice Žiža

Felice Žiža

I turisti sloveni in Croazia avevano tempo fino alla mezzanotte di ieri per rientrare in patria senza dover sottostare all’obbligo della quarantena di due settimane. Per tutti gli altri cittadini, che da venerdì varcano il confine croato, al ritorno scatta l’isolamento. Fortunatamente però il decreto governativo sulle misure per il contenimento del rischio di “importazione” del contagio, prevede importanti eccezioni, frutto anche dell’impegno profuso dai massimi esponenti della Comunità Nazionale Italiana. Il deputato della CNI alla Camera di Stato del Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, ci tiene a sottolineare che la minoranza ha fatto la sua parte. Le principali istanze sono state accolte e questo è l’importante.
Qual è stato il ruolo svolto dai rappresentanti della CNI per cercare di sensibilizzare l’Esecutivo guidato da Janez Janša sulla necessità di tenere conto degli interessi e delle esigenze impellenti degli abitanti delle aree di frontiera?
Abbiamo partecipato, sia io che il presidente della CAN costiera Alberto Scheriani, concordando determinate soluzioni, alla stesura del decreto del governo sulle eccezioni alla quarantena per i cittadini sloveni e croati che passano il confine di Stato giornalmente o saltuariamente, ovvero per i transfrontalieri, già nei giorni precedenti alla seduta del 20 agosto in cui la delibera sulla quarantena è stata approvata formalmente.
Vi sono stati dei timori, delle richieste d’intervento da parte dei connazionali, già alle prime avvisaglie d’una possibile stretta alla frontiera sloveno-croata?
Siamo stati sollecitati a intervenire anche in seguito a richieste specifiche di alcuni connazionali e alcune istituzioni della CNI dell’istria croata che ci avevano contattato in tempo utile per risolvere in maniera coordinata e condivisa le difficoltà legate in particolare agli alunni, agli studenti e al personale docente residenti sul territorio della Regione istriana che giornalmente o settimanalmente si spostano oltre confine per frequentare o lavorare presso le scuole di ogni ordine e grado in Slovenia. Infatti il governo ha accolto le nostre richieste, completando le eccezioni alla quarantena elencate nel decreto.
Va ricordato però che il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, si è rivolto con una lettera al premier Janez Janša, esortandolo a tenere nella dovuta considerazione le esigenze delle aree di confine e della CNI. Le soluzioni adottate in buona parte ricalcano le istanze sottolineate nella missiva al capo dell’Esecutivo…
La lettera del presidente dell’UI mi è stata inoltrata ufficialmente ieri dall’Ufficio per le Nazionalità del governo della Repubblica di Slovenia. La missiva scritta dal presidente dell’UI è stata inviata al premier in data 20 agosto. Esattamente lo stesso giorno in cui il governo era riunito per decidere anche sulle eccezioni all’obbligo di quarantena per coloro che arrivano in Slovenia dalla vicina Croazia e per i cittadini sloveni che rientrano dal territorio croato. Le lettere che interessano le Comunità Nazionali, indirizzate al governo o al Parlamento, in base al protocollo, vengono inoltrate all’Ufficio governativo per le Nazionalità o alla Commissione parlamentare per le Nazionalità che le girano ai deputati che rappresentano le minoranze affinché valutino e decidano in merito. L’iter solitamente è veloce, ma il governo quel giorno era riunito in sessione e la lettera inviata all’Esecutivo da parte dell’UI, è giunta in ritardo. In questo contesto desidero invitare tutti i connazionali e tutte le istituzioni della CNI in Croazia, vista la situazione, qualora ne avessero necessità, a contattarmi per il tramite del mio ufficio presso la CAN costiera a Capodistria o attraverso i contatti usati abitualmente, come già lo fanno molti connazionali in Slovenia. L’inverno sarà impegnativo e sicuramente ci saranno tante difficoltà da affrontare.

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