Giornata di lutto cittadino oggi, 24 luglio, a Daruvar i cui abitanti (ma anche tutto il Paese) sono ancora fortemente scossi dall’efferato pluriassassinio avvenuto lunedì mattina nella Casa di riposo per anziani “Vianey” dove sono morte cinque persone mentre la sesta vittima è spirata dopo poche ore all’ospedale di Virovitica. A compiere il massacro è stato Krešimir Pahoki di 51 anni, veterano della Guerra patriottica e agente della polizia militare in congedo. “Esprimiamo solidarietà e cordoglio alle famiglie delle vittime”, si legge nel comunicato della Città di Daruvar dove oggi le bandiere saranno a mezz’asta e non si terranno programmi pubblici, culturali e di intrattenimento.
Ricorderemo che ieri l’altro Pahoki ha ucciso e ferito diverse persone con una pistola nella Casa di riposo per anziani ed è stato arrestato subito dopo in un bar vicino al gerontocomio. Tra le vittime anche sua madre. Al momento non è possibile stabilire quanto dureranno le cure mediche alle quali vengono sottoposti le quattro pazienti che, dopo la sparatoria di ieri l’altro alla Casa di riposo Vinaey a Daruvar, sono stati ricoverati all’ospedale di Pakrac. La direttrice del nosocomio Marina Major ha detto che l’équipe medica di Pakrac è in costante contatto con l’ospedale Dubrava a Zagabria per un eventuale ulteriore trattamento medico delle pazienti ferite. Dopo l’attacco armato al gerontocomio, lo ricordiamo, cinque persone sono morte sul colpo e la sesta è deceduta più tardi mentre sei pazienti sono stati ricoverati all’ospedale di Pakrac. Dopo aver ricevuto assistenza medica, due di loro sono stati rilasciati e quattro pazienti sono rimasti in cura. Quest’ultimi hanno riportato ferite d’arma da fuoco e tre erano in pericolo di vita. Ora le loro condizioni di salute sono stabili. Gli altri 13 assistiti sopravvissuti alla sparatoria, di cui 11 sono infermi, sono stati trasferiti al Centro per veterani, sempre a Daruvar.
A Krešimir Pahoki, già noto alla polizia di Daruvar per disturbo della quiete pubblica e una volta per violenza domestica, vengono attributi 11 reati, tra cui femminicidio, ha reso noto la Questura della Regione di Bjelovar e della Bilogora. Nei suoi confronti verrà sporta denuncia presso la Procura di Stato della Regione di Bjelovar. Il killer è stato trattenuto in custodia della polizia. Il ministro degli Interni Davor Božinović ha dichiarato che è stato inviato a Daruvar un team di esperti con il compito di appurare se la polizia abbia adottato in precedenza tutte le misure necessarie nei confronti di Pahoki.
Il presidente della Repubblica Zoran Milanović ha commentato nuovamente ieri la strage avvenuta a Daruvar. “Probabilmente qualsiasi tipo di crimine e aggressione contro l’integrità umana è uno shock e quanto verificatosi non ha precedenti in Croazia. L’uomo deteneva illegalmente un’arma e molte persone lo sapevano. Quell’arma gli avrebbe dovuto essere portata via. Ciò dimostra quanto sia importante non solo la regolamentazione, ma anche l’attuazione della legge sul controllo degli armamenti e quanto la nostra pace apparente possa essere interrotta in un batter d’occhio”, ha affermato Milanović. “All’uomo in questione, il cui nome in questo momento non vale la pena menzionare, né è importante farlo, avrebbe dovuto essere impedito di fare ciò che ha fatto. Si sapeva che disponeva illegalmente di armi”, ha concluso il capo dello Stato.
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