Dall’entusiasmo per il titolo di campione al ritorno sulla terra. In questo avvio di stagione il Rijeka sembrava aver smarrito del tutto quello spirito vincente che lo scorso anno aveva infiammato i suoi tifosi. La squadra fiumana è apparsa in difficoltà sia in campionato che in Conference League, incapace di ritrovare ritmo e convinzione.
Eppure, non è mai troppo tardi per rialzarsi: l’occasione per farlo i fiumani l’hanno avuta tra ieri e oggi, nel secondo turno della fase campionato di Conference League contro lo Sparta Praga. Dopo la bruciante sconfitta in Armenia col Noah, è finalmente arrivato un sorriso: vittoria per 1-0 che riaccende entusiasmo e fiducia. Oltre a rilanciare le quotazioni di Zlomislić e compagni in ottica qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
In una due giorni destinata a far discutere ancora a lungo, al maltempo di giovedì è seguita una bufera calcistica capace di spazzare via l’undici ceco, squadra solida ma tutt’altro che irresistibile. Che, a conti fatti, avrebbe meritato forse qualcosa in più, senza voler ovviamente togliere i meriti ai biancocrociati.
Non è la prima volta che accade. Undici anni fa, più o meno nello stesso periodo, fu un 3-1 al Feyenoord sotto una pioggia torrenziale. E ancor prima, 41 anni fa, il leggendario 3-1 al Real Madrid, battuto sotto i costoni di Cantrida.
Palo di Kuchta
Ma dov’eravamo rimasti? Ah già, sullo 0-0 al termine del primo tempo giocato giovedì sera. Oggi, alla ripresa della gara per disputare i restanti 45 minuti, Rujevica si è presentata sotto un tiepido sole autunnale. Come da regolamento, le formazioni di partenza sono rimaste le stesse della sera precedente, anche se di fatto si è registrata una sostituzione per parte: nel Rijeka Adu-Adjei ha preso il posto di Čop.
I fiumani partono con atteggiamento aggressivo: Fruk conquista una punizione dal limite, ma spreca tutto calciando centralmente tra le braccia del portiere. Dall’altra parte è lo Sparta a sfiorare il vantaggio con Kuchta, la cui conclusione velenosa si stampa sul palo.
Con il passare dei minuti gli ospiti crescono, prendono campo e mettono sotto pressione la difesa quarnerina: Zlomislić è decisivio su Vydra, poi ancora Kuchta manda di testa a lato. Sanchez capisce che qualcosa non funziona e interviene con un doppio cambio: dentro Dantas e Menalo al posto di Ndockyt e Thaqi. La mossa dà subito i suoi frutti. Il Rijeka cambia volto e, pur con qualche errore, diventa più concreto e pericoloso. Il vantaggio arriva quasi a sorpresa: Majstorović verticalizza sulla destra per Oreč che affonda e mette al centro un pallone invitante per Adu-Adjei. L’attaccante inglese non sbaglia, firmando l’1-0 che fa esplodere Rujevica. Nel finale lo Sparta tenta il tutto per tutto, ma il Rijeka resiste e porta a casa un successo preziosissimo per classifica e morale.
Adesso serve continuità, a partire dalla sfida di lunedì contro l’Osijek. In una Rujevica tornata a vibrare, si rivede finalmente quello spirito vincente che aveva contraddistinto il Rijeka della scorsa stagione.

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