Spalato. Scomparso Mladen Čulić-Dalbello

Fu tra i promotori della rinascita dell’italianità dalmata nel ’90

Mladen Čulić-Dalbello

I connazionali di Spalato e l’intera Comunità Nazionale Italiana piangono la perdita dell’avvocato Mladen Čulić-Dalbello, spentosi giovedì scorso nella sua adorata città natale. Instancabile promotore della lingua, identità e cultura italiane in Dalmazia, Mladen Čulić-Dalbello, fu tra i promotori della (ri)fondazione della Comunità degli Italiani di Spalato, (ri)sorta negli anni ’90 e intitolata a “Francesco Carrara”. Le esequie funebri del defunto presidente onorario del sodalizio di via Bajamonti 4 (la CI dispone pure di una succursale in via Tončićeva 2, nda) si terranno oggi, alle 10,45 al cimitero spalatino di Lovrinac (San Lorenzo).
Uomo di forte carisma e d’immensa cultura, godeva di grande stima nelle file dei suoi concittadini. Non ha mai esitato a denunciare le persecuzioni e le uccisioni (tra cui quella dello zio materno) subite dagli italiani in Dalmazia. Nato nel 1943, Mladen Čulić-Dalbello ha seguito studi classici (latino, greco) dapprima nella natia Spalato e quindi presso i gesuiti a Zagabria, dove nel 1968 si è laureato in giurisprudenza. Occupatosi dapprima quale legale aziendale, successivamente ha optato per l’avvocatura con una parentesi giuridica (giudice a Lesina/Hvar nel 1974). Nel contempo ha voluto approfondire gli studi umanistici, tanto da laurearsi nel 1984 alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Padova. Incentrò la sua tesi di laurea su Ardelio Della Valle, lessicografo pugliese chiamato a Spalato nel ‘700 dal vescovo Cosmi a insegnare l’”illirica lingua” nel seminario che questi aveva istituito (sulla sua tomba, nella chiesa del convento dei frati cappuccini, una targa bilingue apposta dalla CI lo ricorda quale “padre della lessicografia croata”).
Nel contempo, ereditato dal padre, docente di storia, l’amore per le ricerche sul passato, Mladen Čulić-Dalbello, si è dedicato a studi storici, con particolare riguardo ai legami intercorsi fra la costa adriatica orientale e l’area italiana, rispettivamente latina, nonché alla traduzione di opere poetiche e letterarie. Un’attività questa, che ha felicemente condiviso con la consorte, la scrittrice e poetessa Annamaria Tiberi (venuta a mancare nel 2004) con cui fra l’altro ha condiviso le collaborazioni con le edizioni giornalistiche dell’Edit di Fiume. Per quanto riguarda la poesia a Mladen Čulić-Dalbello va il riconoscimento di aver rispolverato il vernacolo, quel misto di dialetto istro-dalmato veneto di cui si è servita la gente della costa. Nella saggistica Mladen Čulić-Dalbello ha trattato della tematica culturale e storica di matrice latina, veneta e italica in Dalmazia.
Non meno intenso il suo impegno a favore della CI di Spalato, che lo ha visto impegnato nei ruoli di dirigente (presidente e vicepresidente) e che ha rappresentato in veste di consigliere nell’Assemblea dell’Unione Italiana. Nel 2007, l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, insignì Mladen Čulić-Dalbello del titolo di cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana (equivalente all’odierno Ordine della Stella d’Italia). In suo onore è intitolata la Biblioteca della Comunità degli Italiani di Spalato (inaugurata nel 2015), la cui raccolta contempla migliaia di libri ed è considerata la più grande collezione di testi italiani in Dalmazia.

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