Spalato, 17.enne deceduta. La famiglia: «Non è morta di Covid»

Branka Polić, responsabile della terapia intensiva pediatrica del CCO di Spalato

E’ la più giovane vittima registrata dall’inizio della pandemia, aveva 17 anni e 10 mesi, “era affetta da asma, ma non possiamo ignorare il fatto che era positiva al Covid-19”. Lo ha detto Veselin Škrabić, direttore della Clinica per le malattie dell’infanzia del Centro clinico ospedaliero di Spalato. “Domenica è arrivata al Pronto soccorso e non respirava, mentre il suo cuore si era fermato. L’abbiamo rianimata e trasportata in terapia intensiva, ma nonostante le sue condizioni fossero tornate stabili, verso le 14.45 è deceduta”.
La dottoressa Branka Polić, responsabile della terapia intensiva pediatrica, ha spiegato che “quando si fermano due organi vitali come il cuore e i polmoni, tutto può succedere sia in presenza di Covid che in sua assenza. Ma certamente il coronavirus ha avuto un ruolo non insignificante nella complicazioni del suo stato di salute”.

La famiglia: «Non è morta di Covid»

Anamarija Marasović, sorella della ragazza deceduta ieri al CCO di Spalato, ha inviato una email alla redazione dl quotidiano Slobodna Dalmacija in cui ha voluto ribadire che “mia sorella non è morta di coronavirus”. “Sì, era positiva, ma il suo decesso è avvenuto a causa di ipossia”, ossia il suo cervello è rimasto troppo tempo senza ossigeno e “si è giunti alla morte cerebrale. A detta di Anamarija “il corpo di mia sorella era stanco di questa lunga battaglia con la malattia, perché anche prima della pandemia aveva gravi problemi respiratori”.

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