Si è conclusa nel modo più drammatico possibile la ricerca della persona dispersa dopo il grave incidente nautico avvenuto domenica mattina, 14 giugno, nelle acque delle Porte di Spalato, tra le isole di Solta (Šolta) e Brazza (Brač). I sommozzatori del ministero dell’Interno croato hanno individuato il corpo dell’ultima persona ancora dispersa all’interno della cabina dell’imbarcazione a vela affondata a oltre cinquanta metri di profondità.
Il bilancio definitivo della tragedia è di quattro vittime e quattro feriti, uno dei quali versa in condizioni più serie ed è ricoverato all’ospedale universitario di Spalato per un trauma alla colonna vertebrale.
L’incidente, che ha coinvolto il catamarano passeggeri Krilo Eclipse e una barca a vela, ha profondamente colpito l’intera comunità marittima della Dalmazia, aprendo interrogativi sulle dinamiche che hanno portato allo scontro.
In azione la Marina militare croata con i droni
La localizzazione dell’imbarcazione affondata è stata resa possibile grazie all’intervento della Marina militare croata, che ha utilizzato un drone per individuare il punto esatto del relitto.
Successivamente sono entrati in azione i sommozzatori specializzati, chiamati a operare in condizioni particolarmente difficili a causa della profondità elevata.
A confermare il ritrovamento della quarta vittima è stato il comandante della Capitaneria di porto di Spalato, Željko Kuštera.
“Abbiamo trovato la quarta persona che stavamo cercando all’interno della cabina della barca a vela. Seguiranno il recupero del corpo e dell’imbarcazione su disposizione della Procura”, ha dichiarato al canale all news N1 il responsabile delle operazioni, sottolineando come si tratti di interventi estremamente complessi e pericolosi che richiedono la massima cautela.
Un’indagine ancora tutta da ricostruire
Le autorità hanno avviato una vasta attività investigativa per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
Gli investigatori stanno raccogliendo i dati provenienti dai sistemi di monitoraggio del traffico marittimo e ascoltando le testimonianze dei sopravvissuti, dei passeggeri del catamarano e delle persone che si trovavano a bordo delle imbarcazioni vicine al momento dell’impatto.
Solo al termine delle verifiche e dopo l’ispezione del relitto sarà possibile stabilire eventuali responsabilità.
Kuštera non ha nascosto la propria emozione di fronte a quanto accaduto. “Non ricordo una tragedia simile che abbia colpito così profondamente tutte le persone che lavorano nel settore marittimo. Erano ospiti che frequentavano abitualmente queste zone”, ha affermato, definendo l’incidente il risultato di una drammatica concatenazione di eventi.
La macchina dei soccorsi si è attivata quasi immediatamente. La responsabile della sede di Spalato del servizio di emergenza sanitaria, Željka Radaković, ha spiegato che la prima chiamata dei testimoni è arrivata alle 11.37, seguita appena un minuto dopo dalla segnalazione ufficiale del Centro nazionale di coordinamento per la ricerca e il soccorso in mare.
È stato subito mobilitato un team medico partito da Supetar, sull’isola di Brazza, che ha raggiunto Milna via terra per poi imbarcarsi su un mezzo del servizio sanitario d’emergenza diretto verso il luogo dell’incidente.
I feriti sono stati invece trasferiti a Spalato con un’imbarcazione della Guardia costiera.
Nel corso delle operazioni le informazioni sul numero delle vittime sono cambiate più volte. In un primo momento si era parlato di quattro feriti lievi, ma con il passare delle ore il quadro si è rivelato molto più grave: tre persone erano morte sul colpo, mentre una quarta risultava dispersa fino all’ultimo intervento dei sommozzatori.
Una delle peggiori tragedie degli ultimi anni
L’incidente avvenuto nelle acque delle Porte di Spalato rappresenta una delle più gravi tragedie marittime che abbiano colpito la costa dalmata negli ultimi anni.
Un tratto di mare molto frequentato da turisti, diportisti e collegamenti commerciali si è trasformato in pochi istanti nel teatro di un disastro che lascia dietro di sé dolore, interrogativi e un’intera comunità in lutto.
Ora l’attenzione si concentra sull’inchiesta, chiamata a chiarire se si sia trattato di un errore umano, di una fatalità o di una concatenazione di circostanze che hanno reso inevitabile lo schianto.
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