Sospiro di sollievo: in Istria nessun caso

Il mercato di Pola ha chiuso i battenti. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Dati statistici non ancora drammatici per l’Istria, quelli forniti oggi, lunedì 23 marzo, durante la conferenza stampa della Protezione civile regionale che aggiorna a scadenza quasi quotidiana i dati relativi all’emergenza coronavirus. Nessun caso registrato nelle ultime ore, tuttavia sono 32 le persone risultate positive ai test da quando la pandemia ha raggiunto la penisola. Due di queste sono stranieri trovatisi temporaneamente sul territorio e sono state fatte rientrare ai Paesi d’origine, mentre una è morta, il ristoratore di Verteneglio, Nino Kernjus. Attualmente, dunque sono 29 le persone ricoverate al Reparto infettivi dell’Ospedale di Pola, ma la prospettiva – stando a quanto segnalato dal direttore dell’Isituto regionale alla salute pubblica, Aleksandar Stojanović – è quella del peggioramento del quadro epidemiologico, giacché si attende il responso per ulteriori 21 casi sospetti e per altrettanti test spediti in esamina a Zagabria. Stando ai risultati degli ultimi rilevamenti, durante lo scorso sabato erano stati registrati 3 nuovi contagi da Covid-19, di cui uno derivante da contatto diretto e due scaturiti dopo rientro dalle “zone rosse“. Tra questi infetti, un cittadino sloveno che è stato rimandato in patria. Dei 9 responsi pervenuti domenica, 4 sono positivi, di persone che hanno contratto il virus per contatto diretto e di un cittadino spagnolo fatto rientrare.
Aumentata l’età media
Consola il quadro clinico dei pazienti ospedalieri fornito dalla direttrice dell’Ospedale, Irena Hrstić, per cui tutti loro presenterebbero sintomi leggeri, a parte uno che ha sviluppato una forma di malattia medio-grave. Non vi è tutt’ora necessità d’impegnare i respiratori. L’età media dei contagiati è di 55 anni. L’aumento dell’età media dai degenti è direttamente in relazione con il funerale del padre del vinicoltore Moreno Coronica del 7 marzo e con il raduno alla trattoria di Verteneglio. Ancora niente guarigioni in vista: pur non presentando più sintomi già da una decina giorni, i primi pazienti ricoverati a Pola (i due albonesi rientrati dall’Italia), continuano a mostrarsi positivi ai test. Si apprende che dopo avere accolto due pazienti istriani prima ricoverati al Dubrava di Zagabria, altri due sono stati traslati a Pola dal Centro clinico ospedaliero zagabrese, il tutto per alleggerire i problemi della capitale investita dal terremoto.
Stop alle donazioni del sangue
Solidarietà in atto sul fronte che combatte il coronavirus anche da parte della Croce rossa. La direttrice dell’ente umanitario regionale, Sandra Stipanov ringrazia oltre il centinaio di volontari che si sono aggregati alle iniziative in corso al punto di riuscire a coinvolgere nelle attività fino a 300 cittadini. Le 12 linee telefoniche di supporto ai cittadini risultano eccome utili al punto da istituirne delle aggiuntive. La Croce rossa nazionale e quella di Pola hanno attivato un altro recapito, con numero 08001188 aperto 24 ore su 24, per fornire sostegno psicologico ai bisognosi. Dopo l’ultima iniziativa di raccolta delle donazioni di sangue, di giovedì scorso, intanto, si decreta lo stop, su raccomandazione dell’Istituto clinico di medicina trasfusionale di Fiume, onde arginare i rischi di contagio.
Mascherine ancora per un mese
Arrivano quindi garanzie da parte di Gordana Antić, direttrice dell’Istituto istriano di medicina d’urgenza, circa il funzionamento delle unità di Pronto soccorso: i turni sono istituiti 24 ore su 24, si è in grado di attivare un team d’intervento aggiuntivo qualora necessario, le linee telefoniche sono state potenziate in caso di aumentata emergenza. Mascherine e ausili di tutela medica basteranno per ancora un mese…, ma ci si sta organizzando in proposito per ottenere nuovi contingenti.
L’intero sistema di tutela dall’epidemia è in pieno regime di funzionamento come comunicato dal capo della Protezione civile, Dino Kozlevac: “Chi è impegnato già risente del peso di un lavoro che si protrae ininterrotto già da qualche mese, ma si va avanti. Da oggi, presso gli ambulatori funziona il turno di assistenza medica disponibile 24 ore su 24. l’invito ai cittadini è quello di non recarsi dal proprio medico, ma di annunciarsi per telefono. Ultimamente sono numerosi i rientri dei lavoratori istriani dall’Italia, dopo la chiusura delle ditte, in seguito a ferie o licenziamento. A loro spetta la quarantena“: ha detto Kozlevac, segnalando che il numero delle quarantene è sempre più rilevante anche per colpa di coloro che non hanno voluto rispettare le regole dell’isolamento. Qui l’invito a tutti coloro che sono sbarcati in Istria da altre regioni di Croazia, di rientrare a casa propria al fine di non sovraccaricare il sistema sanitario istriano.

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