Solidarietà tra le CI: Sissano dona a Valle 10mila kune

Anche nei momenti di difficoltà causati dalla pandemia di coronavirus il sodalizio dell’Istria meridionale non dimentica una Comunità che lotta per ristabilire la liquidità

La Comunità degli Italiani di Sissano

La Comunità degli Italiani di Sissano torna al regime di attività pre-Covid, benché con un occhio di riguardo per le manifestazioni che generalmente coinvolgono un numero considerevole di pubblico. Una delle prime iniziative dell’Assemblea e della Giunta esecutiva del sodalizio è stata la decisione di devolvere 10.000 kune a titolo di aiuto alla Comunità degli Italiani di Valle, che sta lottando per ristabilire la liquidità anche con l’aiuto dell’Unione Italiana. “Si tratta di un gesto che vorremmo servisse da modello per un’azione di solidarietà comune, nei limiti del possibile, anche tra le altre Comunità del territorio, a prescindere dalle cause che hanno portato Valle sull’orlo del fallimento”, ci ha dichiarato Paolo Demarin, presidente della GE della CI di Sissano, nonhché presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, che abbiamo intervistato per fare il punto sulla situazione in relazione al rientro.
Tra le CI più attive
Ebbene Sissano è tra le Comunità istriane più attive e più vivaci, e in sintonia con questa sua disposizione d’animo ha deciso di ripristinare tutti i gruppi d’attività contemporaneamente, senza riserve e senza dilazioni. Ci sarà tuttavia una certa propensione a tollerare l’assenza dei soci che magari, per anzianità e timore della malattia, decideranno di prolungare le proprie assenze fino a data da destinarsi. Giunta e Assemblea sono già occupate con le rispettive deliberazioni, e il coro misto sta per riprendere l’attività. Stando a Demarin, l’estate che generalmente è un periodo di scarsa attività, quest’anno sarà sfruttata per recuperare il tempo perduto durante il lockdown. Questo sia per quanto attiene al coro che per il folclore. Inoltre si cercherà di favorire le iniziative di nuovo conio a favore dei giovani, tra cui il laboratorio ludico e la filodrammatica, che si vedrà di reindirizzare all’aperto.
Un Festival dell’istrioto diverso
Quanto al Festival dell’istrioto, ormai allargato alle sei Comunità degli Italiani che ancora curano il retaggio linguistico degli avi, le politiche stanno cambiando con una tendenza a ridurre gli assembramenti di massa in cambio di iniziative multimediali, mediatiche, virtuali. “È difficile, anzi impossibile, insistere su raduni come quelli che abbiamo avuto a Sissano lo scorso anno, quando abbiamo avuto un numero di partecipanti e spettatori pari a mille in un solo fine settimana. Piuttosto questa sarà l’occasione buona per virtualizzare una buona parte delle attività fisiche, e cioè diffondere i nostri filmati in Rete, usando piattaforme di condivisione come Youtube. Similmente i laboratori linguistici prima unificati, dovranno tornare a scindersi e restare nelle rispettive comunità, anche se poi non mancheranno la selezione dei lavori e le premiazioni dei vincitori. Una serata comune ci sarà nonostante tutto e vorremmo farla al Teatro Gandusio a Rovigno con un numero di spettatori limitato in modo tale da poter osservare la norma del distanziamento sociale”, ha detto Paolo Demarin.
Iniziative in Rete
“Quello che si può fare senza timore – ha aggiunto il nostro interlocutore – è invece una mostra in agosto di quattro settimane a Castel Bembo, sede della Comunità degli Italiani di Valle. L’esposizione sarà studiata in modo da esibire costumi, utensili e attrezzi del passato di tutte le nostre località, con le didascalie in istrioto, sulla falsariga di ciò che abbiamo fatto lo scorso anno a Sissano. Poi ci sarà una produzione di filmati per il recupero dell’idioma da caricare su Youtube, da far girare su un’emittente TV locale e da diffondere anche in forma di DVD. Infine lanceremo un sito Internet dedicato solo ed esclusivamente all’istrioto e al suo recupero. Vi caricheremo tutto il materiale prodotto negli ultimi sette anni da tutte e 6 le Comunità degli Italiani e dal Festival che hanno in comune con l’idioma”, così Paolo Demarin che ci ha anticipato come tra pochi giorni uscirà il bando che invita i parlanti ad aderire al concorso letterario e video dell’ottava edizione del Festival.

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