Fiume. Tolte le impalcature dal portale della Torre civica

La capillare opera di restauro è durata poco più di un anno

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Fiume. Tolte le impalcature dal portale della Torre civica
Ieri, dopo poco più di un anno, sono state tolte le impalcature dalla Torre civica. Foto: RONI BRMALJ

Due mesi. È quanto sarebbero dovuti durare i lavori di restauro dello splendido portale in pietra della Torre civica, simbolo di Fiume e monumento che rientra nell’area sotto protezione della Soprintendenza ai beni culturali della Repubblica di Croazia. Ad annunciarlo, poco più di un anno fa, era stata l’ufficio stampa della Città. Si era partiti bene, poi l’interruzione protrattasi nel tempo e motivata dalla necessità di effettuare analisi aggiuntive sulle condizioni degli elementi, o meglio dei busti in rilievo dell’imperatore Leopoldo I e dell’imperatore Carlo VI, con iscrizioni in latino, che decorano il portale. L’intervento in sé, ricorderemo, prevedeva il restauro di quest’ultimo con la pulizia integrale di tutta la sua superficie. L’opera era stata affidata all’azienda Terracotta di Zagabria, che ha già “firmato”, tra le altre cose, il rinnovo della Stazione ferroviaria di Fiume, come pure del portale di Palazzo Ploech. La notizia dell’ultima ora è che ieri sono state smantellate finalmente le impalcature dalla Torre civica, quelle alle quali ci eravamo ormai abituati nell’ultimo anno, passandovi sotto quasi senza farci più caso. In concomitanza con la fine dei lavori, dall’Ufficio stampa della Città ci è stata inoltrata in redazione la risposta alla nostra domanda (di tre settimane fa!) in merito ai motivi dello stallo. In estrema sintesi, il ritardo era causato alla complessità dell’intervento, non considerata inizialmente e dovuta principalmente all’iter di rimozione dello sporco di fondo in seguito ai vari agenti atmosferici, che si sono susseguiti nel corso degli anni, per non dire decenni. Il team di restauratori ha proceduto, inoltre, con la rimozione, mediante metodi chimici, fisici e meccanici, di incrostazioni e patine biologiche, muschi e altri materiali dannosi, per i quali la struttura versava in stato di forte degrado. La pulitura ha previsto anche interventi con acqua deionizzata nebulizzata, ma permeabile al vapore.

A causa della complessità dell’operazione, la fine dei lavori era slittata più volte, e in primavera – consapevoli che l’intervento si sarebbe protratto a oltranza – i ponteggi erano stati occultati con una copertura di… facciata, come si fa generalmente in casi di prolugati interventi. Come avviene nei nuclei storici delle città d’arte, i palazzi in fase di restauro vengono coperti da teloni che riproducono quello che c’è sotto, per venire incontro alle esigenze dei turisti. Per sbloccare il tutto, come ci è stato spiegato in quest’ultimo comunicato, si era in attesa dell’ok della Soprintendenza e del Ministero della Cultura e dei Media, i quali, però, dal canto loro, necessitavano di un elaborato pià dettagliato delle condizioni in cui versava il portale. Insomma, burocrazia allo stato puro, che spesso, anziché facilitare le cose, le complica. Ma sono tutto incidenti di percorso, che bisogna considerare in casi come questo, ovvero del restauro di un monumento di valore storico.

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