Slovenia, stretta sui social per gli under 15

Linee guida e futuro intervento legislativo per tutelare i giovani

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Slovenia, stretta sui social per gli under 15
Foto Shutterstock

La Slovenia accelera verso una stretta sull’uso dei social network da parte dei minori. Il governo di Lubiana ha approvato nuove linee guida che aprono la strada a modifiche legislative volte a limitare l’accesso alle piattaforme digitali per i ragazzi sotto i 15 anni. La decisione è stata presa durante una riunione dell’esecutivo a Dravograd ed è stata resa nota dall’agenzia di stampa slovena STA.

A illustrare il provvedimento è stato il vicepresidente del governo Matej Arčon, spiegando che l’iniziativa è stata preparata dal ministero dell’Istruzione. Prima di arrivare all’adozione di vere e proprie misure legislative, però, sarà necessario anche il parere del ministero per la Trasformazione digitale, chiamato a valutare gli aspetti tecnici e normativi di una regolamentazione che incide direttamente sull’ecosistema online.
Secondo Arčon, la scelta di intervenire nasce dalla crescente preoccupazione per gli effetti negativi che l’uso intensivo dei social network può avere su bambini e adolescenti.

L’esecutivo sloveno, ha chiarito, guarda a quanto già fatto in altri Paesi, adottando un approccio comparato per individuare le soluzioni più efficaci.

«A cuore il futuro dei nostri figli»

“È un tema molto attuale, sia nel mondo sia in Europa, nelle ultime settimane e negli ultimi mesi”, ha dichiarato Arčon al termine della riunione. “Come governo vogliamo dimostrare che ci sta a cuore il futuro dei nostri figli”. L’obiettivo è quello di regolamentare l’uso dei social network e di introdurre limiti chiari per gli under 15, con un’attenzione particolare alle piattaforme più popolari tra i giovanissimi, come TikTok e Snapchat.

Le linee guida approvate dal governo, ha aggiunto il vicepresidente, saranno ulteriormente integrate dal contributo degli esperti. Parallelamente verrà predisposta una base giuridica solida per rendere operative le restrizioni, sempre nell’ottica della tutela dei minori e degli adolescenti.

L’effetto Australia e la pressione sull’Europa

La mossa della Slovenia si inserisce in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Da quando, lo scorso dicembre, l’Australia ha introdotto un divieto di accesso ai social network per i minori di 16 anni, la pressione sulle cancellerie europee è aumentata. Francia, Danimarca e Grecia hanno già avviato iniziative concrete, mentre nelle ultime settimane anche Spagna e Portogallo hanno annunciato l’intenzione di introdurre limiti di età per l’utilizzo delle piattaforme social.

Il dibattito è aperto anche a livello comunitario. Nel novembre dello scorso anno il Parlamento europeo ha chiesto di fissare a 16 anni l’età minima per l’uso autonomo dei social network, delle piattaforme di condivisione video e degli strumenti di intelligenza artificiale. Secondo la proposta, i ragazzi tra i 13 e i 16 anni potrebbero accedervi solo con il consenso dei genitori o dei tutori legali.

Anche la Commissione europea segue con attenzione l’evoluzione del tema. La presidente Ursula von der Leyen, già a settembre dello scorso anno, aveva sottolineato la necessità di valutare l’introduzione di limiti di età per l’accesso ai social network. In quell’occasione aveva annunciato la creazione di un panel di esperti incaricato di elaborare raccomandazioni per le future azioni dell’Unione.

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