Il governo sloveno ha approvato ieri, giovedì 16 ottobre, un disegno di legge che introduce un bonus natalizio obbligatorio per tutti i dipendenti. La misura prevede il pagamento, entro dicembre, di una “strenna natalizia” netta e non imponibile di 639 euro, pari a circa la metà dello stipendio minimo. L’obiettivo, secondo l’esecutivo guidato da Robert Golob, è sostenere il potere d’acquisto dei cittadini in un contesto economico ancora incerto.
Il pagamento del bonus dovrà avvenire entro il 18 dicembre. Tuttavia, le aziende con difficoltà di liquidità potranno posticiparlo, come già accade per il pagamento del “regresso”, fino al 31 marzo del prossimo anno.
Aziende in difficoltà e regole speciali
Per le imprese in situazioni particolarmente critiche, la legge prevede una deroga temporanea: potranno versare ai propri dipendenti un importo ridotto, pari a un ottavo del salario minimo, cioè circa 160 euro. La condizione per accedere a questa possibilità è che tali aziende non distribuiscano dividendi né bonus ai propri dirigenti.
Nel settore pubblico, invece, la “strenna” sarà versata integralmente a tutti i lavoratori. Il Ministero delle Finanze è stato incaricato di predisporre un piano dettagliato per la sua erogazione, che riguarderà centinaia di migliaia di dipendenti statali.
Tensione tra governo e imprese
La decisione ha provocato reazioni immediate da parte delle associazioni dei datori di lavoro. I rappresentanti hanno accolto con favore la possibilità di una riduzione o di un rinvio dei pagamenti, ma continuano a considerare la misura eccessivamente rigida.
“Apprezziamo l’intenzione del governo, ma non siamo ancora al livello che ci aspettavamo”, ha dichiarato Mitja Gorenšček, direttore generale della Camera di Commercio slovena. Gorenšček presenterà nei prossimi giorni al premier Golob alcune proposte correttive, insistendo soprattutto perché la tredicesima rimanga una misura volontaria e non imposta per legge.
Il capo del governo incontrerà oggi, venerdì 17 ottobre, i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, nel tentativo di trovare un compromesso che non metta in difficoltà le aziende più piccole.
I sindacati: «Bonus uguale per tutti»
Di opinione opposta i sindacati, che sostengono la linea dell’esecutivo e chiedono che il bonus sia identico per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Per i rappresentanti dei lavoratori, la possibilità di posticipare il pagamento rappresenta già un sufficiente “sconto” per i datori di lavoro.
Secondo le stime del Ministero delle Finanze, il costo complessivo per il settore pubblico sarà di circa 118 milioni di euro. Tuttavia, considerando la perdita di entrate fiscali e contributive anche nel settore privato, l’impatto sui conti pubblici salirebbe a 372 milioni di euro.
Un peso per le casse dello Stato
Il disegno di legge dovrebbe arrivare in Parlamento entro la fine di ottobre, e il governo conta di includere nello stesso pacchetto anche un bonus invernale per i pensionati di 150 euro, che crescerà progressivamente fino al 2030.
Marko Jaklič, professore di economia all’Università di Lubiana, ha stimato che il costo complessivo delle due misure — bonus natalizio e contributo ai pensionati — potrebbe toccare gli 800 milioni di euro. “È come costruire due nuovi ospedali universitari ogni anno”, ha commentato.
L’esperto ha inoltre avvertito che la spesa aggiuntiva potrebbe spingere il deficit sloveno al 4% del Pil, un livello considerato critico. “C’è il rischio di una procedura per deficit eccessivo da parte dell’Unione europea”, ha spiegato.
Jaklič ha infine lanciato un monito: “Nei prossimi mesi potremmo trovarci di fronte a una crisi economica globale di proporzioni maggiori rispetto a quella del 2008. Misure di spesa così ampie rischiano di lasciarci impreparati”.
Nonostante le critiche, il governo Golob appare determinato ad andare avanti. Il premier conta sul consenso popolare, mentre il dibattito tra imprese e sindacati promette di animare le prossime settimane.
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