Le frontiere interne dello spazio Schengen rimangono blindate. Il Governo sloveno, nel corso della seduta di oggi, 21 maggio, ha ufficializzato la proroga dei controlli temporanei ai confini con la Croazia e l’Ungheria. La misura, introdotta originariamente nell’ottobre del 2023, resterà in vigore fino al 21 dicembre 2026, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa slovena STA.
L’Esecutivo di Lubiana ha giustificato la decisione evidenziando come la situazione della sicurezza nel vicinato dell’Unione Europea e, più in generale, nello scacchiere internazionale continui a essere fortemente instabile, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza interna degli Stati membri.
La Slovenia aveva ripristinato i presidi di frontiera con Zagabria e Budapest il 21 ottobre 2023, sulla scia del grave deterioramento dello scenario in Medio Oriente e del conseguente innalzamento dell’allerta terrorismo. Per le stesse identiche ragioni, in quei giorni anche l’Italia aveva reintrodotto i controlli al confine con la Slovenia; una misura che Roma, esattamente come Lubiana, ha continuato a prorogare nel tempo.
Proprio martedì scorso, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, aveva anticipato l’intenzione dell’Italia di rinnovare ulteriormente la vigilanza al confine italo-sloveno, rassicurando sul fatto che i controlli – così come avvenuto finora – non avranno un impatto negativo sul traffico transfrontaliero e sugli scambi commerciali.
I motivi della stretta
Nel corso della riunione, il Governo sloveno ha tracciato un quadro preoccupante dei rischi globali. Oltre al perdurare dell’aggressione russa contro l’Ucraina, i Paesi membri e i candidati all’ingresso nell’UE rimangono esposti a svariate attività di destabilizzazione: minacce ibride, campagne di disinformazione e altri rischi per la sicurezza.
A questo scenario si aggiungono il recente conflitto in Iran, le tensioni regionali in Medio Oriente, le attività transfrontaliere delle organizzazioni criminali, i flussi migratori illegali e lo sfruttamento strumentale delle rotte logistiche e di trasporto.
Le autorità di sicurezza slovene continueranno a monitorare da vicino i potenziali rischi sia all’interno del Paese che nella regione balcanica. L’obiettivo dichiarato da Lubiana è valutare costantemente l’efficacia dei controlli, con l’intenzione di ripristinare la libera circolazione nell’area Schengen non appena le condizioni geopolitiche lo consentiranno.
Nel frattempo, il Governo ha dato mandato al Ministero degli Affari Esteri di notificare formalmente la proroga della misura agli altri Stati membri dell’UE, al Parlamento Europeo, al Consiglio e alla Commissione Europea.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































