Nel 2026 la Slovenia si prepara a una serie di cambiamenti legislativi destinati a incidere in modo concreto sulla vita quotidiana dei cittadini. Pensioni, lavoro e mobilità sono al centro di una riforma ampia e articolata che il governo di Lubiana presenta come una risposta alle sfide demografiche e sociali dei prossimi anni.
Maggiore tutela sociale
Il capitolo più rilevante, riporta il Večernji list, riguarda la riforma previdenziale. Dal 1° gennaio 2026 aumentano le pensioni minime di invalidità, che saliranno dal 50 per cento della base minima pensionistica: in termini concreti, da circa 490 a 610 euro al mese. Crescono anche le pensioni garantite, che raggiungeranno quota 785 euro per circa 90mila beneficiari.
Già nel primo anno di applicazione della riforma, circa 9mila pensionati con invalidità riceveranno 120 euro in più al mese, pari a 1.440 euro annui. L’aumento interesserà anche chi è già in pensione. Benefici aggiuntivi sono previsti inoltre per circa 19mila persone, tra cui titolari di pensioni di reversibilità, beneficiari di indennità di invalidità e agricoltori andati in pensione con requisiti più restrittivi.
Il governo sottolinea che la riforma mantiene uno dei requisiti più favorevoli d’Europa: il diritto alla pensione resta legato a 40 anni di contributi. Allo stesso tempo, è previsto un aumento graduale della percentuale di calcolo della pensione fino al 70 per cento e un innalzamento progressivo dell’età pensionabile. Le misure entreranno formalmente in vigore nel 2026, ma saranno applicate in modo graduale tra il 2028 e il 2035.
Settimana corta per i lavoratori più anziani
Importanti novità arrivano anche sul fronte del lavoro. Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una nuova legge che introduce una forma di settimana lavorativa ridotta per i lavoratori con più di 58 anni o con almeno 35 anni di anzianità contributiva.
I dipendenti potranno scegliere se non lavorare il venerdì oppure se distribuire l’orario su sei ore al giorno, invece delle attuali otto. In entrambi i casi, l’orario sarà pari all’80 per cento di quello standard, con una retribuzione al 90 per cento. I contributi previdenziali, però, continueranno a essere versati al 100 per cento.
“Si tratta di una soluzione flessibile, che tutela i lavoratori anziani senza penalizzare il loro futuro pensionistico”, ha spiegato Igor Feketija, segretario di Stato al ministero del Lavoro. La riforma prevede anche un aumento delle indennità di disoccupazione e maggiori possibilità di lavori temporanei o occasionali per i pensionati.
Cambia inoltre la disciplina del lavoro tramite agenzie interinali, con una nuova definizione della fornitura di lavoro e requisiti più stringenti per le autorizzazioni, che varranno anche per le aziende già attive nel settore. Dal 20 gennaio 2026 scatteranno incentivi specifici per l’assunzione di disoccupati anziani che percepiscono sussidi.
Più flessibilità e riconoscimenti contributivi
La riforma previdenziale amplia anche le possibilità di incrementare il coefficiente pensionistico per chi decide di rimanere al lavoro dopo i 40 anni di contributi. Sono previsti riconoscimenti aggiuntivi anche per i periodi dedicati alla cura dei figli e per il servizio militare obbligatorio.
Secondo l’esecutivo sloveno, l’obiettivo è duplice: garantire pensioni più dignitose e rafforzare la sostenibilità del sistema, evitando che il peso dell’invecchiamento della popolazione lo renda insostenibile nel medio periodo.
Vignette autostradali
Dal 2026 arrivano cambiamenti anche per gli automobilisti. La superstrada costiera a quattro corsie tra Scoffie, Capodistria e Isola sarà riclassificata come strada principale. Di conseguenza, per le auto private non sarà più necessaria la vignetta per percorrerla.
Inoltre, la validità delle vignette annuali sarà estesa di quattro mesi. Una vignetta acquistata, ad esempio, nel marzo 2025 resterà valida fino a luglio 2026, con un risparmio diretto per gli automobilisti.
La ministra delle Infrastrutture Alenka Bratušek, ha definito l’abolizione della vignetta costiera “una compensazione per la pazienza dei conducenti”, messa a dura prova negli ultimi anni dai cantieri e dai disagi. La Slovenia, ha ricordato, è impegnata nel più intenso ciclo di investimenti infrastrutturali degli ultimi quindici anni.
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